Vita in Abbondanza

domenica 29 marzo 2020

5. TEST DI PERSONALITA': SEI CARNALE O SPIRITUALE?



“Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito”.
                                                                                         Romani 8:5

L’uomo carnale e l’uomo spirituale

La Bibbia divide l’umanità in due classi di individui. L’individuo Carnale e quello Spirituale. In questo studio, analizzeremo le caratteristiche di ognuno di loro, in modo da determinare personalmente in quale dei due gruppi ci troviamo.
Romani 8:5 dichiara: “Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito”. In accordo al testo, esistono due classi di individui nel mondo con differenti modi di pensare tra loro: l’uomo carnale e l’uomo spirituale. Mentre il pensiero dei carnali li guida verso azioni della carne, il pensiero degli individui spirituali li dirige verso cose spirituali.

L’apostolo Paolo nel capitolo 8 della Lettera ai Romani tratta il tema di ciò che differenzia questi due tipi di persone; indica anche qual è il fine di entrambi: “Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. Perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete”. Romani 8:6,13
Dato che il fine dell’uomo carnale è la morte eterna e quello dell’uomo spirituale la vita eterna, la domanda che devo pormi è: sono carnale o spirituale? La Bibbia mi insegna chiaramente come posso sapere in quale delle due posizioni mi trovo. Vediamo le caratteristiche di entrambi:

L’UOMO CARNALE

L’uomo carnale è anche chiamato l’uomo naturale, iniquo o empio. È quell’individuo che non ha ancora avuto un incontro con il Signore o con il Vangelo.
La prima cosa che ci indica la Parola di Dio è che i desideri delle azioni dell’uomo carnale non sono sottomessi alla legge di Dio: “Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio”. Nella sua condizione carnale o naturale, l’uomo non può piacere a Dio dato che non si sottomette alla sua legge. La prima caratteristica visibile di una persona carnale è il rifiuto della legge di Dio (della quale parleremo in seguito).

La ragione fondamentale per la quale l’uomo carnale rifiuta la legge di Dio è che questa è spirituale. Romani 7:14 così lo sottolinea: “Infatti noi sappiamo che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto come schiavo al peccato”. In altre parole, la legge di Dio fa parte di ciò che è spirituale.

La seconda cosa che la Parola indica in quanto all’uomo carnale, è che in questo si manifesteranno naturalmente una serie di opere e azioni: “Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio”. 

Possiamo quindi capire che se alcune di queste manifestazioni sono presenti nella nostra vita, dovremmo preoccuparci seriamente, dato che questi indicatori sottolineano chiaramente che ci troviamo dalla parte carnale e la nostra fine è la morte eterna.

L’UOMO SPIRITUALE

Così come una serie di azioni si manifestano o si vedono nell’uomo carnale, allo stesso modo, l’uomo spirituale manifesterà un insieme di azioni che la Parola di Dio chiama frutto.
In relazione all’uomo spirituale, l’apostolo sottolinea: “Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge”. Galati 5:22,23

Nell’analizzare le manifestazioni di entrambi gli individui, l’uomo carnale e l’uomo spirituale, vediamo che l’apostolo Paolo fa una specifica differenza tra quello che produce uno e ciò che viene prodotto nell’altro. Mentre chiama “opere della carne” le opere che vengono prodotte nell’uomo carnale, nomina “frutto dello Spirito” ciò che si manifesta nell’uomo spirituale. È interessante notare che il frutto non è un prodotto dell’uomo ma dello Spirito di Dio che opera in lui.

L’uomo carnale senza Cristo lavora per produrre un risultato che non piacerà mai a Dio. D’altro lato, l’uomo spirituale, ha arreso la sua volontà allo Spirito di Dio, e ciò che si manifesterà in lui è un risultato dell’agire dello Spirito di Dio nella sua vita. Detto in altro modo, così come ad esempio un albero di limoni non si sforza per produrre limoni perché è nella sua natura, l’uomo spirituale non deve sforzarsi per obbedire alla volontà di Dio e in modo naturale si produrrà in lui il frutto dello Spirito.

Il desiderio della carne è contrario a quello dello Spirito di Dio così come contrario è l’oriente dall’occidente. In accordo a Galati 5:17, entrambi i desideri si oppongono tra loro. In Galati 6:8, l’apostolo chiede alla chiesa di seminare per lo Spirito, con l’obiettivo di mietere la vita eterna. Nei versetti 16 e 25 del capitolo 5, fa un appello alla chiesa di “camminare” nello Spirito; e nel versetto 24, chiede alla chiesa di crocifiggere la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 

Efesini 2:3 insegna che prima di conoscere il Signore, vivevamo nei desideri della carne e per natura eravamo figli d’ira, facendo la volontà della carne e dei pensieri.
La caratteristica fondamentale dell’uomo spirituale è che lo Spirito di Dio dimora in lui. Quello che trasforma in spirituale l’uomo è la direzione e la guida dello Spirito; questo viene descritto in Romani 8:9 che dice quanto segue:

Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui.

Quando lo Spirito di Dio dimora nel credente, egli smette di essere “figlio d’ira” e passa ad essere considerato “figlio di Dio”. Vedi Romani 8:14.
Quando una persona è stata trasformata, o in altre parole, è passata dall’essere carnale all’essere spirituale, viene ad essere partecipe della natura divina e per mezzo dello Spirito Santo, Dio trasforma la sua vita. Senza dubbio, la vecchia natura peccaminosa si trova ancora latente nell’essere umano fino al momento della redenzione. In altre parole, pur essendo spirituali, i credenti mantengono in loro la natura carnale, fino al momento in cui questa verrà sradicata completamente.

Nel trascurare la comunione quotidiana con il Signore, il credente tende a debilitare la nuova natura spirituale che lo Spirito Santo sta sviluppando; questo fa sì che la natura carnale prenda di nuovo il controllo della vita della persona e questa cominci a mostrare comportamenti carnali e non spirituali. Questa era la condizione della chiesa di Corinto quando l’apostolo Paolo le scrisse: “Anch'io, fratelli, quando venni da voi, non venni con eccellenza di parola o di sapienza, annunziandovi la testimonianza di Dio, perché mi ero proposto di non sapere fra voi altro, se non Gesù Cristo e lui crocifisso. Così io sono stato presso di voi con debolezza, con timore e con gran tremore”. 1 Corinzi 2:1-3

Tanto l’apostolo Giovanni come l’apostolo Pietro, richiamano ciò che disse l’apostolo Paolo e sottolineano: “perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno”. 1 Giovanni 2:16,17

“Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che guerreggiano contro l'anima. Comportatevi bene fra i gentili affinché, là dove vi accusano di essere dei malfattori, a motivo delle buone opere che osservano in voi, possano glorificare Dio nel giorno della visitazione”. 1 Pietro 2:11,12

Fin qui possiamo domandarci: sono carnale o spirituale? Nella mia vita vedo manifestazioni carnali o il frutto dello Spirito? Se dopo essermi esaminato umilmente e sinceramente davanti al Signore scopro di essere carnale, come posso diventare spirituale ed evitare così di fare la fine dell’individuo carnale che è la morte?

Gesù disse a Nicodemo in Giovanni 3:6-7 cosa deve accadere in una persona per passare dall’essere carnale all’essere spirituale. Gesù dichiarò: Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: "Dovete nascere di nuovo".

La nuova nascita è il processo mediante il quale passiamo dall’essere carnali all’essere spirituali. La Nuova nascita implica lo stabilire una comunione quotidiana con Cristo e la Sua Parola, leggendo e meditando la Bibbia, in modo tale che lo Spirito Santo possa convincerci del nostro peccato e ci possa portare a confessarlo e ad abbandonarlo.

Dello Spirito Santo, unico Vicario di Cristo sulla terra, Gesù disse:
Ma ora vado da colui che mi ha mandato, e nessun di voi mi domanda: "Dove vai?". Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. Di peccato, perché non credono in me; di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà. Giovanni 16:5-15

L’opera dello Spirito Santo innanzitutto porta l’uomo a rendersi conto del suo peccato e del suo bisogno di credere in Gesù Cristo per essere salvato. Se Egli continua a rifiutare Cristo, il suo peccato non può essere perdonato. 

Lo Spirito Santo mette poi l’uomo peccatore di fronte alla giustizia di Dio, una giustizia soddisfatta in Gesù Cristo. Il fatto che Gesù sarebbe andato al Padre avrebbe dimostrato che il suo sacrificio perfetto è stato accettato e giustizia è stata fatta. Coloro che credono in Gesù Cristo vengono giustificati da Dio proprio in virtù della giustizia di Gesù Cristo, non per i loro meriti. 

Infine, lo Spirito Santo annuncia all’uomo il giudizio di Dio. Come Dio ha giudicato l’avversario Satana, sconfiggendolo attraverso la morte e la risurrezione di Gesù il Messia, così giudicherà tutti quelli che rifiutano Cristo e rimangono nel loro peccato. 

Lo Spirito Santo agisce in questo modo anche oggi. Possiamo rispondere alla sua esortazione solo respingendola o accettandola. Coloro che credono allo Spirito della verità e credono in Gesù Cristo, saranno perdonati del loro peccato e giustificati in Gesù Cristo. Coloro che invece la respingono rimangono sotto giudizio. Tu hai già scelto da che parte stare?

Essere giustificati mediante il sacrificio di Cristo non significa che possiamo continuare a peccare cullandoci di far predominare la nostra natura carnale, ma significa che a questo deve seguire una continua dipendenza da Gesù, una comunione quotidiana, riconoscendo che senza la preghiera e la meditazione quotidiana della Bibbia, la natura carnale prenderà il sopravvento perché non guidati dallo Spirito Santo e ci ritroveremo in una condizione di peccato davanti al nostro Padre Celeste.
Per cui se oggi non l’hai ancora fatto, concludo questa lettera con una preghiera personale di sottomissione a Cristo e dipendenza da Lui che quotidianamente potrebbe segnare l’inizio della nostra giornata:

Caro Gesù, Signore della gloria, io guardo in alto al luogo santissimo del santuario celeste dove tu stai operando in nostro favore, e attendo dalla tua mano, all’inizio di questo giorno, il dono rinnovato del tuo amore e della tua grazia. Come sai bene, Signore, la mia natura è tale che posso solo fare azioni cattive che mi condurrebbero alla distruzione eterna. Per favore Padre, nel nome di Gesù, perdonami se ti ho offeso in pensieri, parole e azioni, non posso permettermi di essere lontano da te nemmeno per un momento. Perciò grido a te, Signore, concedimi in questo momento i meriti del sangue che Gesù ha sparso sul Calvario per la remissione dei peccati. Desidero attraverso la comunione con te e la meditazione della Bibbia che tu mi plasmi, mi modelli, mi faccia crescere in un’atmosfera santa e pura, dove le ricche correnti del tuo amore possono scorrere attraverso di me per arricchire anche coloro che in incontro in questa terra ostile. Ti prego, prezioso Redentore, perché il tuo Spirito riposi su di me e abiti in me oggi, per farmi assomigliare a te. Desidero sottomettermi alla tua volontà, abbandonando il mio “Io”. Grazie per la tua attenzione e il fatto che risponderai a questa preghiera. Amen”.

Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.

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