Apocalisse 14:6
Poi
vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l'evangelo
eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, tribù, lingua
e popolo, e diceva a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché
l'ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra,
il mare e le fonti delle acque».
La
volta scorsa abbiamo visto come “Temere Dio” significhi:
- Riconoscergli un intenso rispetto;
- Avere riverenza nei suoi confronti desiderando essere santi come lo è Lui, si nei nostri pensieri, che nelle nostre parole e azioni;
- Avere una profonda venerazione che ci porta ad obbedire a ogni requisito di Dio, per amore nei suoi confronti.
In
questa riflessione vediamo invece cosa insegna la Bibbia sul “Date Gloria a Dio”.
Esodo 33:18
Allora Mosè disse: «Deh, fammi vedere la tua
gloria!».
Mosè si trovava sul monte Sinai e fece questa richiesta
a Dio.
Esodo 33:19
L'Eterno gli rispose: «Io farò passare davanti
a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te (quanto
è interessante ciò che mostra Dio a Mosè! Mosè gli chiede: mostrami la tua
gloria e Dio risponde: farò passare davanti a te il mio bene e proclamerò il
mio nome. Nella Bibbia il nome denota il carattere della persona). Farò
grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà»
In altre parole
quindi, la gloria di Dio è il suo carattere. Dio rispose: farò in modo che la mia misericordia passi davanti a te.
Esodo 34:6,7
E l'Eterno passò davanti a lui e gridò: «L'Eterno,
l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e
fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la
trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito (ancora
una volta Dio mostra a Mosè il suo carattere, i cui tratti sono pietà,
misericordia, giustizia, essere lento all’ira), e che visita l'iniquità dei
padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta
generazione».
Esodo 34:29
Or Mosè, quando scese dal monte Sinai (scendendo dal monte
Mosè aveva in mano le due tavole della testimonianza), non sapeva che la
pelle del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con
l'Eterno.
In altre parole, Mosè venne contagiato da Dio al punto
tale che la Bibbia lo descrive in questo modo:
Or Mosè era un uomo molto mansueto, più di chiunque
altro sulla faccia della terra (Numeri 12:3).
Non sempre Mosè era stato molto mansueto. C’è stato un
periodo della sua vita che egli aveva un carattere così istintivo che poteva
arrabbiarsi facilmente fino al punto di uccidere qualcuno.
Esodo 2:11,12
In quei giorni, quando Mosè si era fatto grande,
avvenne che egli uscì a trovare i suoi fratelli e notò i loro duri
lavori; e vide un Egiziano che percuoteva un uomo ebreo, uno dei suoi fratelli.
Egli guardò di qua e di là e, visto che non c'era nessuno, uccise
l'Egiziano e lo nascose poi nella sabbia.
Mosè aveva quindi un carattere violento quando era in
Egitto.
Eppure in Numeri c’è scritto che a quel tempo egli era
l’uomo più mansueto che esisteva sulla terra. Come è potuto avvenire un tale
cambiamento?
Mosè aveva trascorso 40 anni nel deserto. Ogni giorno saliva sulla montagna e
incontrava Dio e quanto più parlava con Dio, più rifletteva la sua gloria, il
suo carattere. (Nota l’espressione “Ogni
giorno”. Se vuoi dare gloria a Dio riflettendo il suo stesso carattere,
devi incontrarti con Lui nello studio della Parola e nella preghiera ogni
giorno. Se pensi di sapere ormai le cose importanti e che quello che sai su Dio
sia sufficiente, forse hai una comprensione molto limitata delle realtà eterne.
Colui che è infinito, non si può finire mai di conoscere, ecco perché un vero
rapporto con Dio non può prescindere dall’incontro quotidiano con Lui, non si
finisce mai di conoscere a fondo Dio. Colui che è innamorato di Dio desidererà
ogni giorno stare con Lui). Dio condanna la chiesa di Laodicea proprio perché ogni
membro pensa di essere a posto, di sapere ormai tutto o comunque le cose
essenziali e quindi di non aver bisogno di niente:
"Io
conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo
o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti
vomiterò dalla mia bocca. Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito e non ho
bisogno di niente!' Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile,
povero, cieco e nudo. Perciò io ti consiglio di comperare da me dell'oro
purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e
perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli
occhi e vedere. Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque
zelante e ravvediti”.
Mosè rifletté così tanto il carattere di Dio che ebbe
la sua stessa pietà e misericordia. Il popolo di Israele era un popolo
difficile da gestire, lamentoso, si lamentava del cibo e mormorava, si stancava
di chi li dirigeva e mormorava, sentiva caldo e mormorava, e ogni volta che
metteva alla prova Mosè, egli diceva: bene, permettetemi di andare a consultare
il Signore per vedere cosa fare. Mosè intercedeva fino ad essere disposto a
dare la sua vita eterna per il perdono del popolo.
Esodo 32:30-33
L'indomani Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso
un grande peccato; ma ora io salirò all'Eterno; forse potrò fare espiazione per
il vostro peccato». Mosè dunque ritornò dall'Eterno e disse: «Ahimè, questo
popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d'oro. Ciò nonostante
ora, ti prego, perdona il loro peccato; se no deh, cancellami dal tuo libro che
hai scritto!». Ma l'Eterno rispose a Mosè: «Colui che ha peccato contro di
me, quello cancellerò dal mio libro!
Guardate la differenza. Siamo tutti figli di Dio, ma
non tutti riflettiamo il suo carattere. C’era una grande differenza tra Mosè e
il popolo. Mosè rifletteva così tanto il carattere di Dio, da avere lo stesso
suo amore per la il popolo e per la loro salvezza, il popolo invece non faceva
altro che lamentarsi e divorarsi a vicenda. La differenza stava nella comunione
che si ha con Dio, più siamo in comunione con lui e più saremo trasformati a
sua immagine.
Mosè era un simbolo di Gesù, ed era stato così tanto
in comunione con Lui, che adesso ne rifletteva il carattere.
Noi abbiamo bisogno di comprendere la gloria sul volto
di Gesù.
Giovanni 1:14
E la Parola si è fatta carne
ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come
gloria dell'unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità. (Gesù è venuto a mostrare la gloria del Padre, ovvero il suo carattere di
cui due attributi sono grazia e verità).
Giovanni 2:11
Gesù fece questo inizio dei segni in Cana di Galilea e
manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
I miracoli di Gesù erano dati dalla sua gloria. E cosa
faceva Gesù nei miracoli? Rivelava l’amore di Dio; la misericordia di Dio; la
pazienza di Dio, il fatto che Egli si preoccupa della razza umana. E i
discepoli credettero in Lui. Se vogliamo che le persone credano in Dio
dobbiamo acquisire il suo carattere, se
con il nostro carattere non riveliamo la gloria di Dio, le persone non si
avvicineranno a Cristo.
La gente vede l’incoerenza, vede che in noi non c’è
potenza ma solo apparenza, ecco perché non crede in Gesù.
Quale grande responsabilità abbiamo?
Temete Dio e dategli gloria.
L’unico modo per dare gloria a Dio è riflettendo il
suo carattere in noi e nelle nostre vite.
Matteo 5:16
Così risplenda la vostra
luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino
il Padre vostro che è nei cieli».
Se quello che
facciamo e il modo in cui ci comportiamo, pensiamo e parliamo non porta le
persone a glorificare Dio allora dobbiamo seriamente considerare in quale
direzione stiamo andando.
Quando ascoltate le conversazioni vane e frivole e
sentite le risate, gli scherzi, i giochi, tutto questo equivale a imitare il
Modello? Se continuate ad ascoltare, nelle vostre conversazioni menzionate
Gesù? La Verità è il tema delle vostre conversazioni? Gli ascoltatori stanno glorificando
Cristo crocifisso? (Ellen White, Tesori delle Testimonianze, Volume 1).
Non possiamo continuare a vivere di autocompiacimento,
spesso in tutto quello che facciamo cerchiamo la gloria personale ma non
portiamo le persone a dare gloria a Dio.
La cosa più
bella che la gente ti possa dire è: Dio è con te, Dio è in te, tu riveli il
carattere di Cristo, sia nei pensieri che nelle parole che nelle azioni.
Gesù era capace di rivelare i tratti del carattere del
Padre perché stava a lungo in comunione con Lui.
Marco 1:35
Poi il mattino seguente, essendo ancora molto
buio, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo solitario e là
pregava.
Noi abbiamo bisogno di passare tempo con Dio se
vogliamo riflettere il suo carattere, alla fine della storia di questa terra
Gesù avrà un popolo che rifletterà il suo carattere.
2 Corinzi 3:18
E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in
uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di
gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.
Quanto più trascorriamo del tempo con qualcuno, tanto
più ne rifletteremo il carattere.
Il verbo utilizzato per «trasformare» è «metamorfoo»,
ossia, metamorfosi che è quella che avviene quando c’è una trasformazione
radicale. Questo è il cambiamento che si realizza quando contempliamo Gesù
Cristo, pregando e studiando la sua parola ogni giorno.
La ragione per
la quale noi non otteniamo vittorie nella nostra vita cristiana è perché
guardiamo troppa televisione, ascoltiamo troppa musica mondana, stiamo troppo
sui social, dedichiamo il nostro tempo a cose che non edificano, ci
intratteniamo in conversazioni frivole e riflettiamo così il carattere di ciò
che vediamo e ascoltiamo. Abbiamo così l’apparenza della pietà ma in realtà ne
abbiamo rinnegato la potenza, ossia lo Spirito Santo in noi.
Se vuoi avere il carattere di Gesù e dargli gloria
devi passare tempo ogni giorno contemplando la sua vita e studiando la Sua
Parola (la Bibbia). Solo così sarai un figlio che assomiglia veramente al
Padre.
Concludiamo con alcune citazioni importanti sul
carattere e il dare gloria a Dio:
Se fra voi sono nati dei disaccordi, e non vi
comportate più come cristiani fedeli al messaggio biblico, convertitevi;
il carattere che manifestate nei momenti difficili sarà lo stesso che avrete
quando Gesù ritornerà. Se desiderate essere uno dei giusti nel regno dei cieli
dovete comportarvi così anche ora. I tratti del carattere che avrete
coltivato nella vostra vita non saranno trasformati dalla morte o dalla
resurrezione. Uscirete dalla tomba con le stesse disposizioni d’animo che
avrete manifestato nell’ambito familiare e sociale. Gesù non cambierà il
vostro carattere al momento del suo ritorno. L’opera di trasformazione deve
compiersi ora. Il nostro stile di vita quotidiano determina il nostro
destino eterno (Ellen White, Famiglia Cristiana, Capitolo 8).
Una mancanza di cortesia, un cambiamento di umore, un
gesto rude, una parola insensata possono bastare a offuscare la vostra
reputazione e impedire per sempre l’accesso ai cuori (Ellen White, Famiglia
Cristiana, Capitolo 17).
Non lasciate credere a nessuno che possiamo
beneficiare dell’amore di Cristo anche senza impegnarci. Se abbiamo abituato la
nostra mente a soffermarsi sulle realtà terrene, è piuttosto difficile cambiare
modo di pensare. Troppo spesso rivolgiamo la nostra attenzione e i nostri
interessi a ciò che gli occhi vedono e le orecchie ascoltano. Ma se vogliamo
entrare nella città di Dio e contemplare il Cristo nella sua gloria, dobbiamo
abituarci a considerarlo con gli occhi della fede fin da ora. Le parole e il carattere del Cristo devono essere al centro dei nostri
pensieri e delle nostre conversazioni. Dobbiamo dedicare ogni giorno del tempo
alla preghiera e alla meditazione. (Ellen White, Messaggi ai Giovani).
Possa tu sentire il continuo bisogno
di Dio, sentire che non è mai abbastanza e possa tu umiliarti davanti a Lui per
essere da Lui innalzato a tempo opportuno. Possa tu rifletterne il carattere,
solo così otterrai vittorie spirituali, e solo così guadagnerai gli altri per
il Regno Eterno di Dio.