Vita in Abbondanza

domenica 16 febbraio 2020

Dai Gloria a Dio - Il tuo carattere morale e spirituale sta passando in rassegna davanti a Dio.


Apocalisse 14:6
Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l'evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, tribù, lingua e popolo, e diceva a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché l'ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque».
La volta scorsa abbiamo visto come “Temere Dio” significhi:
  • Riconoscergli un intenso rispetto;
  • Avere riverenza nei suoi confronti desiderando essere santi come lo è Lui, si nei nostri pensieri, che nelle nostre parole e azioni;
  •  Avere una profonda venerazione che ci porta ad obbedire a ogni requisito di Dio, per amore nei suoi confronti.

In questa riflessione vediamo invece cosa insegna la Bibbia sul “Date Gloria a Dio”.
Esodo 33:18
Allora Mosè disse: «Deh, fammi vedere la tua gloria!».
Mosè si trovava sul monte Sinai e fece questa richiesta a Dio.
Esodo 33:19
L'Eterno gli rispose: «Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te (quanto è interessante ciò che mostra Dio a Mosè! Mosè gli chiede: mostrami la tua gloria e Dio risponde: farò passare davanti a te il mio bene e proclamerò il mio nome. Nella Bibbia il nome denota il carattere della persona). Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà»
In altre parole quindi, la gloria di Dio è il suo carattere. Dio rispose: farò in modo che la mia misericordia passi davanti a te.
Esodo 34:6,7
E l'Eterno passò davanti a lui e gridò: «L'Eterno, l'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito (ancora una volta Dio mostra a Mosè il suo carattere, i cui tratti sono pietà, misericordia, giustizia, essere lento all’ira), e che visita l'iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».
Esodo 34:29
Or Mosè, quando scese dal monte Sinai (scendendo dal monte Mosè aveva in mano le due tavole della testimonianza), non sapeva che la pelle del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l'Eterno.
In altre parole, Mosè venne contagiato da Dio al punto tale che la Bibbia lo descrive in questo modo:
Or Mosè era un uomo molto mansueto, più di chiunque altro sulla faccia della terra (Numeri 12:3).
Non sempre Mosè era stato molto mansueto. C’è stato un periodo della sua vita che egli aveva un carattere così istintivo che poteva arrabbiarsi facilmente fino al punto di uccidere qualcuno.
Esodo 2:11,12
In quei giorni, quando Mosè si era fatto grande, avvenne che egli uscì a trovare i suoi fratelli e notò i loro duri lavori; e vide un Egiziano che percuoteva un uomo ebreo, uno dei suoi fratelli.  Egli guardò di qua e di là e, visto che non c'era nessuno, uccise l'Egiziano e lo nascose poi nella sabbia.
Mosè aveva quindi un carattere violento quando era in Egitto.
Eppure in Numeri c’è scritto che a quel tempo egli era l’uomo più mansueto che esisteva sulla terra. Come è potuto avvenire un tale cambiamento?
Mosè aveva trascorso 40 anni nel deserto. Ogni giorno saliva sulla montagna e incontrava Dio e quanto più parlava con Dio, più rifletteva la sua gloria, il suo carattere. (Nota l’espressione “Ogni giorno”. Se vuoi dare gloria a Dio riflettendo il suo stesso carattere, devi incontrarti con Lui nello studio della Parola e nella preghiera ogni giorno. Se pensi di sapere ormai le cose importanti e che quello che sai su Dio sia sufficiente, forse hai una comprensione molto limitata delle realtà eterne. Colui che è infinito, non si può finire mai di conoscere, ecco perché un vero rapporto con Dio non può prescindere dall’incontro quotidiano con Lui, non si finisce mai di conoscere a fondo Dio. Colui che è innamorato di Dio desidererà ogni giorno stare con Lui). Dio condanna la chiesa di Laodicea proprio perché ogni membro pensa di essere a posto, di sapere ormai tutto o comunque le cose essenziali e quindi di non aver bisogno di niente:
"Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!' Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. Perciò io ti consiglio di comperare da me dell'oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere. Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti”.
Mosè rifletté così tanto il carattere di Dio che ebbe la sua stessa pietà e misericordia. Il popolo di Israele era un popolo difficile da gestire, lamentoso, si lamentava del cibo e mormorava, si stancava di chi li dirigeva e mormorava, sentiva caldo e mormorava, e ogni volta che metteva alla prova Mosè, egli diceva: bene, permettetemi di andare a consultare il Signore per vedere cosa fare. Mosè intercedeva fino ad essere disposto a dare la sua vita eterna per il perdono del popolo.
Esodo 32:30-33
L'indomani Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso un grande peccato; ma ora io salirò all'Eterno; forse potrò fare espiazione per il vostro peccato». Mosè dunque ritornò dall'Eterno e disse: «Ahimè, questo popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d'oro. Ciò nonostante ora, ti prego, perdona il loro peccato; se no deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!». Ma l'Eterno rispose a Mosè: «Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!
Guardate la differenza. Siamo tutti figli di Dio, ma non tutti riflettiamo il suo carattere. C’era una grande differenza tra Mosè e il popolo. Mosè rifletteva così tanto il carattere di Dio, da avere lo stesso suo amore per la il popolo e per la loro salvezza, il popolo invece non faceva altro che lamentarsi e divorarsi a vicenda. La differenza stava nella comunione che si ha con Dio, più siamo in comunione con lui e più saremo trasformati a sua immagine.
Mosè era un simbolo di Gesù, ed era stato così tanto in comunione con Lui, che adesso ne rifletteva il carattere.
Noi abbiamo bisogno di comprendere la gloria sul volto di Gesù.
Giovanni 1:14
E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell'unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità. (Gesù è venuto a mostrare la gloria del Padre, ovvero il suo carattere di cui due attributi sono grazia e verità).
Giovanni 2:11
Gesù fece questo inizio dei segni in Cana di Galilea e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
I miracoli di Gesù erano dati dalla sua gloria. E cosa faceva Gesù nei miracoli? Rivelava l’amore di Dio; la misericordia di Dio; la pazienza di Dio, il fatto che Egli si preoccupa della razza umana. E i discepoli credettero in Lui. Se vogliamo che le persone credano in Dio dobbiamo acquisire il suo carattere, se con il nostro carattere non riveliamo la gloria di Dio, le persone non si avvicineranno a Cristo.
La gente vede l’incoerenza, vede che in noi non c’è potenza ma solo apparenza, ecco perché non crede in Gesù.
Quale grande responsabilità abbiamo?
Temete Dio e dategli gloria.
L’unico modo per dare gloria a Dio è riflettendo il suo carattere in noi e nelle nostre vite.
Matteo 5:16
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli».
Se quello che facciamo e il modo in cui ci comportiamo, pensiamo e parliamo non porta le persone a glorificare Dio allora dobbiamo seriamente considerare in quale direzione stiamo andando.
Quando ascoltate le conversazioni vane e frivole e sentite le risate, gli scherzi, i giochi, tutto questo equivale a imitare il Modello? Se continuate ad ascoltare, nelle vostre conversazioni menzionate Gesù? La Verità è il tema delle vostre conversazioni? Gli ascoltatori stanno glorificando Cristo crocifisso? (Ellen White, Tesori delle Testimonianze, Volume 1).
Non possiamo continuare a vivere di autocompiacimento, spesso in tutto quello che facciamo cerchiamo la gloria personale ma non portiamo le persone a dare gloria a Dio.
La cosa più bella che la gente ti possa dire è: Dio è con te, Dio è in te, tu riveli il carattere di Cristo, sia nei pensieri che nelle parole che nelle azioni.
Gesù era capace di rivelare i tratti del carattere del Padre perché stava a lungo in comunione con Lui.
Marco 1:35
Poi il mattino seguente, essendo ancora molto buio, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo solitario e là pregava.
Noi abbiamo bisogno di passare tempo con Dio se vogliamo riflettere il suo carattere, alla fine della storia di questa terra Gesù avrà un popolo che rifletterà il suo carattere.
2 Corinzi 3:18
E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.
Quanto più trascorriamo del tempo con qualcuno, tanto più ne rifletteremo il carattere.
Il verbo utilizzato per «trasformare» è «metamorfoo», ossia, metamorfosi che è quella che avviene quando c’è una trasformazione radicale. Questo è il cambiamento che si realizza quando contempliamo Gesù Cristo, pregando e studiando la sua parola ogni giorno.
La ragione per la quale noi non otteniamo vittorie nella nostra vita cristiana è perché guardiamo troppa televisione, ascoltiamo troppa musica mondana, stiamo troppo sui social, dedichiamo il nostro tempo a cose che non edificano, ci intratteniamo in conversazioni frivole e riflettiamo così il carattere di ciò che vediamo e ascoltiamo. Abbiamo così l’apparenza della pietà ma in realtà ne abbiamo rinnegato la potenza, ossia lo Spirito Santo in noi.
Se vuoi avere il carattere di Gesù e dargli gloria devi passare tempo ogni giorno contemplando la sua vita e studiando la Sua Parola (la Bibbia). Solo così sarai un figlio che assomiglia veramente al Padre.
Concludiamo con alcune citazioni importanti sul carattere e il dare gloria a Dio:
Se fra voi sono nati dei disaccordi, e non vi comportate più come cristiani fedeli al messaggio biblico, convertitevi; il carattere che manifestate nei momenti difficili sarà lo stesso che avrete quando Gesù ritornerà. Se desiderate essere uno dei giusti nel regno dei cieli dovete comportarvi così anche ora. I tratti del carattere che avrete coltivato nella vostra vita non saranno trasformati dalla morte o dalla resurrezione. Uscirete dalla tomba con le stesse disposizioni d’animo che avrete manifestato nell’ambito familiare e sociale. Gesù non cambierà il vostro carattere al momento del suo ritorno. L’opera di trasformazione deve compiersi ora. Il nostro stile di vita quotidiano determina il nostro destino eterno (Ellen White, Famiglia Cristiana, Capitolo 8).
Una mancanza di cortesia, un cambiamento di umore, un gesto rude, una parola insensata possono bastare a offuscare la vostra reputazione e impedire per sempre l’accesso ai cuori (Ellen White, Famiglia Cristiana, Capitolo 17).
Non lasciate credere a nessuno che possiamo beneficiare dell’amore di Cristo anche senza impegnarci. Se abbiamo abituato la nostra mente a soffermarsi sulle realtà terrene, è piuttosto difficile cambiare modo di pensare. Troppo spesso rivolgiamo la nostra attenzione e i nostri interessi a ciò che gli occhi vedono e le orecchie ascoltano. Ma se vogliamo entrare nella città di Dio e contemplare il Cristo nella sua gloria, dobbiamo abituarci a considerarlo con gli occhi della fede fin da ora. Le parole e il carattere del Cristo devono essere al centro dei nostri pensieri e delle nostre conversazioni. Dobbiamo dedicare ogni giorno del tempo alla preghiera e alla meditazione. (Ellen White, Messaggi ai Giovani).
Possa tu sentire il continuo bisogno di Dio, sentire che non è mai abbastanza e possa tu umiliarti davanti a Lui per essere da Lui innalzato a tempo opportuno. Possa tu rifletterne il carattere, solo così otterrai vittorie spirituali, e solo così guadagnerai gli altri per il Regno Eterno di Dio.





martedì 11 febbraio 2020

Temete Dio - Il segreto della vera realizzazione, pace, saggezza e intelligenza.


Apocalisse 14:6,7
Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l'evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, tribù, lingua e popolo, e diceva a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché l'ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque».
Abbiamo visto come l’Evangelo Eterno rappresenta Cristo che con il suo sacrificio ha pagato per noi il salario del peccato donandoci la salvezza e la vita eterna per grazia. Gesù ha bevuto al posto nostro il calice dell’ira di Dio contro il peccato.
Solo che quando studiamo il messaggio dei 3 angeli di Apocalisse, rischiamo di enfatizzare solo la parte dell’Evangelo Eterno e quindi la salvezza per grazia, ma trascuriamo cosa significa accettare la salvezza di Cristo e il cambiamento che dovrebbe avvenire in noi che la riceviamo. Trascuriamo qual’ è la conseguenza dell’aver ricevuto l’Evangelo Eterno, rischiando così di trasformare la salvezza per grazia in una salvezza a buon mercato.
Il verbo “temete” nell’originale greco è scritto all’imperativo. Quindi è un comando di Dio. Quelli che si sono innamorati di Gesù e lo amano avendo capito il sacrificio che ha fatto per noi, adesso come prima cosa lo temono.
Per capire cosa significa “temere Dio”, dobbiamo vedere questa espressione così come la si trova in tutta la Bibbia.

Chi riceve veramente l’Evangelo Eterno è chiamato a cambiare vita per conformarsi agli insegnamenti di Gesù.
Tito 2:11-14
Infatti la grazia salvifica (l’Evangelo Eterno) di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna (la grazia di Dio non solo ci salva ma ci insegna a fare qualcosa) a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente (il vero Evangelo cambia la vita e cambia la nostra attitudine verso Dio e verso gli uomini), (mentre stiamoaspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.
Proverbi 9:10
Il timore dell'Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l'intelligenza. (Puoi anche essere la persona più istruita ma se non hai timore dell’Eterno non hai ancora cominciato ad essere una persona veramente saggia. La vera sapienza e vera intelligenza, capaci di farti discernere il bene dal male, vengono dal Temere Dio).
Proverbi 15:16
Meglio poco con il timore dell'Eterno, che un gran tesoro con preoccupazioni. (Puoi avere grandi ricchezze e affannarti per esse ma secondo la Parola di Dio se non hai timore dell’Eterno non hai nulla e quello che possiedi non ti giova a nulla. Il Timore dell’Eterno equivale ad avere la pace interiore che nessuna difficoltà terrena può scuotere).
Isaia 45:8,9
Stillate, o cieli, dall'alto e le nuvole facciano piovere la giustizia. Si apra la terra, produca la salvezza e faccia germogliare insieme la giustizia. Io, l'Eterno, ho creato questo.  Guai a chi contende con chi l'ha formato, un frammento di vasi di terra con altri frammenti di vasi di terra. Dirà l'argilla a chi la forma: «Che fai?», o dirà la tua opera: «Non ha mani?». (Dio è il Creatore, è eterno, è onnipotente, è onnisciente, è immortale. E noi siamo argilla, siamo fango, siamo opera delle sue mani, siamo creature. Per questa ragione dobbiamo a Dio il timore che è dovuto al suo nome. Per avere timore dell’Eterno dobbiamo capire bene: chi è Dio e chi siamo noi?).
Salmo 9:20
O Eterno, infondi in loro spavento; fa' che le nazioni riconoscano di essere semplicemente dei mortali. (Questo Salmo sta dicendo che l’uomo dal più semplice al ministro, governante, presidente, re, capo religioso, è tenuto a riconoscere che non è dio ma è un semplice mortale. Il vero Dio è colui che rimane in eterno e richiede la nostra “riverenza”. Spesso l’uomo ha bisogno di essere atterrato per riconoscere di essere fango, di essere argilla, di essere comune mortale).
Levitico 19:3
Ognuno di voi rispetti sua madre e suo padre e osservate i miei sabati. Io sono l'Eterno, il vostro DIO. (Noi rispettiamo e onoriamo i nostri genitori perché ci hanno dato la vita. O meglio, Dio, attraverso di loro ci ha dato la vita, ma in un certo senso sapendo che ci hanno messo al mondo e ci hanno cresciuti, ci sentiamo in dovere di rispettarli e onorarli. Temere Dio non significa avere paura di Lui pensando che ci distruggerà. Ma è un’attitudine di rispetto che dobbiamo avere nei suoi confronti come quella che dovremmo avere verso i nostri genitori).
Deuteronomio 13:4
Seguirete l'Eterno, il vostro DIO, lui temerete, osserverete i suoi comandamenti, ubbidirete alla sua voce, lo servirete e rimarrete stretti a lui. (Seguire l’Eterno significa avvicinarsi a Lui. In alcuni testi dell’AT questa parola ebraica viene tradotta con “attaccare” come la colla. Temere Dio significa quindi essere “attaccati” a Lui in un legame indissolubile, non poter fare a meno di Lui, riconoscere che dipendiamo da Lui e sentirne il bisogno quotidianamente).
Deuteronomio 28:58
Se non hai cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e tremendo, l'Eterno, il tuo DIO… (Il nome dell’Eterno è così sublime, sovrano ed elevato che bisogna averne grande rispetto. Temere Dio significa rispettare il suo nome. Il nome di Dio è così grande e degno di essere rispettato che tra i 10 comandamenti che Dio ci ha dato il terzo si riferisce proprio a questo). In Esodo 20:7 infatti leggiamo:
Non userai il nome dell'Eterno, il tuo DIO, invano, perché l'Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano. (La parola «invano» significa in modo inutile). Il Padre Nostro, la preghiera insegnataci da Gesù inizia con: Santificato sia il Tuo Nome”. Quindi dovrei chiedermi ogni giorno: il mio atteggiamento, le mie parole, i miei pensieri, le mie azioni, le cose che leggo, i programmi televisivi che guardo, le conversazioni che ho con le altre persone, il modo in cui uso internet, stanno santificando il Nome di Dio?
1 Cronache 16:29,30
Date all'Eterno la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte (i nostri corpi, i nostri pensieri, le nostre parole dovrebbero essere offerte al Signore ogni giorno) e venite davanti a lui. Prostratevi davanti all'Eterno nello splendore della sua santità; tremate davanti a lui, o abitanti di tutta la terra! Sì, il mondo è stabile e non sarà smosso. (Temere Dio significa avere riverenza nei suoi confronti. Non solo spesso non temiamo Dio nella nostra quotidianità, nelle nostre case, nel posto di lavoro, con gli amici ma questo si manifesta anche in chiesa. Il concetto che abbiamo di Dio durante la settimana determinerà anche il nostro comportamento che avremo in chiesa. Se ci soffermassimo di più a pensare chi è Dio e chi siamo noi, capiremmo il rispetto che gli dobbiamo ogni giorno nella nostra vita, nel modo in cui parliamo, nei nostri sguardi, nel modo in cui vestiamo (saremmo meno provocanti, più semplici), nel modo in cui pensiamo e questo si rifletterebbe anche all’interno della chiesa).
In Marco 11:17 leggiamo cosa insegnava Gesù riguardo l’atteggiamento che dovremmo avere anche in chiesa nel temere Dio:
E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti"? Ma voi ne avete fatto un covo di ladroni”.
I mercanti continuavano a portare avanti i loro affari nella casa dell’Eterno. Noi oggi non siamo da meno, il rapporto che abbiamo con Dio durante la settimana determina il nostro atteggiamento che abbiamo in chiesa: seduti comodamente tra le panche, continuiamo a parlare dei nostri affari, della nostra settimana, non ascoltiamo le predicazioni, ci guardiamo a destra e a sinistra distratti da ogni cosa e ogni persona, ci vestiamo in un certo modo, pensiamo in un certo modo, non mostriamo riverenza e la chiesa è diventata un “mercato” più che un luogo di culto.

In 2 Cronache 7:3,4a leggiamo riguardo l’atteggiamento che dovremmo avere anche in chiesa (Nel contesto del versetto si sta inaugurando il tempio di Salomone e guardate cosa fanno i figli d’Israele):
Tutti i figli d'Israele, quando videro il fuoco scendere e la gloria dell'Eterno posarsi sul tempio, si prostrarono con la faccia a terra sul pavimento, adorarono e lodarono l'Eterno, «perché è buono, perché la sua benignità dura in eterno». Poi il re e tutto il popolo offrirono sacrifici davanti all'Eterno!
Guardate l’attitudine. Nella casa dell’Eterno dovremmo offrire in sacrificio vivente i nostri corpi, il nostro cuore e la nostra mente a Dio e inchinarci fino a terra davanti a Lui, ossia umiliarci davanti alla Sua presenza. Sapete perché ai tempi biblici le persone si prostravano con la fronte fino a terra? Perché riconoscevano che erano fatti della stessa materia, erano polvere. Sapete che la nostra parola “umiltà” deriva dal latino “humus”? Humus è terra, polvere. Quindi avere umiltà significa riconoscere che siamo polvere, che bisogna andare alla presenza di Dio con timore e tremore. I profeti lo sapevano bene questo:
  • Quando il profeta Isaia vide il tempio del cielo dove era seduto Dio (Isaia 6) si rese subito conto di essere «impuro» e di non essere «nulla» a confronto.
  • Quando Mosè incontrò Dio nel pruno ardente (Esodo 3:5,6) si coprì il viso perché aveva paura di guardare Dio, sapeva di trovarsi alla Sua presenza.
Quando andiamo a Dio con umiltà, con timore e tremore, allora Dio ci accoglie e ci abbraccia come figli.

Deuteronomio 10:12,13
E ora, o Israele, che cosa richiede da te l'Eterno, il tuo DIO, se non di temere l'Eterno, il tuo DIO, di camminare in tutte le sue vie, di amarlo e di servire l'Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, e di osservare per il tuo bene i comandamenti dell'Eterno e i suoi statuti che oggi ti comando? (Temere Dio è strettamente legato all’ubbidirgli. In altre parole: il primo angelo sta dicendo: l’Evangelo Eterno ti ha salvato, Cristo ha bevuto la tua coppa. È morto per te. E adesso, per gratitudine e per amore nei suoi confronti temi Gesù e ubbidiscigli).
Romani 3:10-18
Come sta scritto: «Non c'è alcun giusto, neppure uno. Non c'è alcuno che abbia intendimento, non c'è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c'è alcuno che faccia il bene, neppure uno. La loro gola è un sepolcro aperto, con le loro lingue hanno tramato inganni, c'è un veleno di aspidi sotto le loro labbra; la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; i loro piedi sono veloci per spandere il sangue; sulle loro vie c'è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace; non c'è il timore di Dio davanti ai loro occhi». (Il timore di Dio è separarsi dal male. Chi fa queste cose non sta temendo Dio).
Chi vive le opere della carne non si sta separando dal male e non erediterà il regno di Dio. In Galati 5:19-21 leggiamo:
Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Al contrario, temere Dio significa vivere una vita di santità rispondendo all’amore di Cristo per noi e portando il frutto dello Spirito. In Galati 5:22,24,25 leggiamo:
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Ebrei 12:14
Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore.
Ecclesiaste 12:13,14
Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi DIO e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell'uomo». Poiché DIO farà venire in giudizio ogni opera, anche tutto ciò che è nascosto, sia bene o male.

Nel prossimo studio esamineremo ancora meglio come al “Temete Dio”, segue il “Dategli gloria” procacciando la santificazione e permettendo allo Spirito Santo di compiere in noi una trasformazione totale a immagine di Cristo Gesù per ereditare il Suo Regno.
Passiamo intere giornate a volte senza pensare chi è Dio. Passiamo intere giornate senza pensare nemmeno a Dio. Prendiamo sul serio l’appello del Signore e chiediamogli di seminare nei nostri cuori il Timore di Dio e di consacrare ogni giorno il nostro tempo a Lui, meditando sulla sua Parola e passando tempo in preghiera.
Chiediamo a Gesù di fare in modo che noi riconosciamo il bisogno che abbiamo di Lui e possiamo fare di Dio la nostra priorità quotidiana.
Dio ti benedica. Amen

20. BEATI SIETE VOI QUANDO VI INSULTANO E VI PERSEGUITANO PERCHE' CREDENDO FATE LA VOLONTA' DI DIO

Cari lettori, siamo giunti al commento dell'ultima beatitudine che possiamo leggere nel Vangelo di Matteo 5:10-12: "Beati i persegu...