Cari lettori, eccoci al primo studio dopo l’introduzione,
sulla gestione delle emozioni umane, positive e negative. Dio può aiutarci a gestire le nostre emozioni con saggezza,
per avere una vita abbondante e soddisfacente.
In principio, quando fu creato, l’essere umano era perfetto,
la bibbia usa l’espressione “ogni cosa era molto buona”:
“Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona”.
(Genesi 1:31).
In questa perfezione non c’era
spazio per lo squilibrio emozionale, non esistevano ancora le emozioni negative
(ira, rabbia, odio, rancore, risentimento, dolore, paura); questi sentimenti
negativi sono frutto dell’entrata del peccato. La nostra realtà oggi non è
quella di Adamo ed Eva prima dell’entrata del peccato, oggi abbiamo bisogno di
imparare a gestire le emozioni, specialmente quelle negative.
Parliamo di alcune di queste
emozioni negative e della conseguenza di una gestione sbagliata delle stesse,
prendendo in considerazione una storia che troviamo nel libro di 2 Samuele 13.
La storia racconta che Amnon, figlio del re Davide, si innamorò di sua sorella
Tamar, sorella di padre. Analizziamo le diverse emozioni negative del capitolo:
- La prima emozione negativa è che quello che provava Amnon in realtà non era amore ma una passione malata, senza controllo (stiamo parlando di incesto), dettata semplicemente da un forte impulso sessuale. Addirittura al versetto 4 ci viene riportato come Amnon a causa di questa passione sfrenata si ammalò e dimagriva di giorno in giorno. L’amore irrazionale non è mai un’emozione positiva. Nessun amore autentico è irrazionale, la passione lo è, perché la passione desidera e non vuole sentire altro, portando molte volte l’essere umano a compiere delle sciocchezze che poi hanno delle conseguenze negative (considerate i tradimenti che ormai oggi si compiono all’ordine del giorno. Il tradimento è frutto di una passione non controllata che al momento ti procura piacere ma dopo te ne fa piangere le conseguenze, non è amore, è infatuazione momentanea). Amnon accarezzò per diverso tempo questa passione sfrenata fino al punto di arrivare a violentare Tamar, la quale cercò di farlo ragionare ma senza esito (versetti 11-14).
- La seconda emozione negativa è la vergogna e l’umiliazione che provò Tamar nel subire questa violenza (versetto 13). Ci sono molte persone che si sentono fallite a causa della vergogna. Vergogna dello loro posizione sociale, della loro situazione economica, della loro razza, della loro età, ecc. La vergogna è dannosa, ti fa sentire inferiore agli altri.
- La terza emozione negativa è l’odio e il desiderio di vendetta che provò Absalom, fratello di Tamar per parte di madre e padre. Absalom fece uccidere Amnon per vendicare la sorella. Il sentimento di vendetta non porta ad alcun bene, inoltre è dimostrato che nella maggior parte dei casi chi si vendica dopo si pente di averlo fatto, solo che ormai non può tornare indietro e i danni causati sono fonte di dolori, fonte di angoscia.
- La quarta emozione negativa è il dolore e la rabbia provati dal re Davide per tutto ciò che era successo tra i suoi figli. La rabbia è quel sentimento che proviamo quando viene commessa quella che noi riteniamo un’ingiustizia nei nostri confronti o nei confronti di persone che amiamo. Non ci permette di vedere le cose con chiarezza. Una rabbia non controllata ha portato molta gente a compiere anche omicidi. La rabbia porta spesso anche a dire cose delle quali ci pentiamo e che poi sentiamo il bisogno di recuperare.
Le emozioni negative hanno anche
conseguenze negative per il nostro benessere psicofisico. L’odio, la vergogna,
la rabbia, il desiderio di vendetta, l’eccessiva preoccupazione, la paura,
producono reazioni fisiologiche immediate: palpitazioni, muscoli tesi,
secchezza delle fauci, sudorazione, mal di stomaco. Un’esposizione prolungata a
questi sintomi porta quindi ad avere complicazioni cardiache e digestive.
Al contrario, le emozioni
positive come la compassione, il perdono, l’amore, la calma, la pazienza,
l’umiltà, si associano ad una visione positiva della vita, al benessere
psicofisico e a buone relazioni con gli altri e con Dio. Le emozioni positive
promuovono la salute e la longevità. In Colossesi 3:12-14 leggiamo:
“Rivestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di
misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza,
sopportandovi gli uni e gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela
contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. E sopra
tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione”.
L’amore è il vincolo perfetto.
L’amore non è un’emozione, è un principio ed è la fonte di tutte le emozioni
positive. Dio è amore, per cui, quando l’apostolo Paolo dice di “rivestirci”
sta dicendo di andare a Dio, il solo che può produrre in noi i frutti dello
Spirito menzionati in Galati 5:22:
“Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza,
gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo”.
Gesù disse nel vangelo di
Giovanni 15:4:
“Dimorate in me e io dimorerò in voi, come il tralcio non può da se
portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in
me”.
Solo dimorando in Cristo Gesù
impareremo a reagire in modo positivo alle circostanze avverse della vita e a
gestire anche le emozioni negative quando sopraggiungono.
Nel prossimo studio vedremo come
vivere una vita di comunione con la fonte del potere e d’amore che è Gesù, ci
aiuterà a gestire in modo sano le emozioni negative e a vivere e usare come
benedizioni quelle positive.
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