Nella quinta tappa dell'itinerario delle Beatitudini, consideriamo la felicità di chi ha fame e sete della giustizia.
Aver fame e sete della giustizia significa avere la "passione" della giustizia, non solo un interesse passeggero; vuol dire impegnarsi a fondo con tutto se stesso, dalla mattina alla sera, dalla testa ai piedi, come chi è assetato ridimensiona in questa ricerca tutti i propri desideri.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (Matteo 5,6).
Nelle beatitudini più volte senti parlare di giustizia, proprio perché è fondamentale. Ma chi è il "giusto" nella Bibbia, secondo Dio? Chi mette in pratica i comandamenti, o meglio chi fa della propria vita lo spazio di una ricerca appassionata della volontà di Dio. Questa è l'unica cosa di cui dobbiamo veramente preoccuparci. Il resto è dono. E la traduzione che la Bibbia interconfessionale fa di questa beatitudine è illuminante: "Beati coloro che desiderano ardentemente ciò che Dio vuole...".
La coscienza della propria indegnità, quando contempleremo il carattere perfetto di Cristo e il suo sacrificio per la nostra salvezza, farà nascere in noi il desiderio di essere come Lui, perché solo essendo come Gesù e mettendo in pratica i suoi comandamenti potremo aspirare ad una vita veramente benedetta. Coloro che aspirano nel loro cuore ad assomigliare a Dio nel carattere, saranno appagati. Se gli sguardi restano sempre fissi su Gesù, studiando e meditando sulla sua vita, sul suo modo di essere, sul suo carattere, l’opera dello Spirito Santo nella nostra vita continuerà fino alla riproduzione della sua immagine. L’amore sensibilizzerà l’animo e lo renderà capace dei più alti ideali e della conoscenza delle realtà divine, in modo che non gli manchi nessun attributo di perfezione.
La fame e la sete sono l’impulso che ci spinge a cercare ciò che ci consente di vivere davvero. Ma sono anche il sintomo di una mancanza, di un bisogno. Ci rendiamo conto che ci manca qualcosa senza la quale la vita si spegne. Gesù nelle beatitudini ci dice che chi non può vivere senza la giustizia è beato.
A questi affamati e assetati la beatitudine non offre progetti economici, né progetti politici, ma una speranza: “sarete saziati”.
È una speranza solida, al sicuro, perché sostenuta dalla promessa di Dio.
La speranza è
indispensabile per uscire dalla rassegnazione che annullerebbe ogni sforzo di
cambiamento e dalla disperazione che porterebbe fatalmente alla violenza.
Ma questa beatitudine non è rivolta solo agli affamati perché trovino la
speranza e la dignità di affacciarsi come protagonisti sulla scena del mondo,
ma si volge anche a noi, ai sazi richiamandoci a una profonda conversione.
L’affamato
di giustizia è vivo e proteso in un’appassionata ricerca della volontà di Dio.
La giustizia è appunto la volontà di Dio, il suo disegno, il Regno di Dio che
Gesù è venuto a portare e a compiere. Avere fame e sete di
giustizia significa avere la passione della giustizia, per il Regno di Dio, non
un languido e sporadico interessamento.
L’assetato desidera l’acqua con tutto se stesso. L’assetato di giustizia è chi si impegna a fondo per la giustizia, con tutto se stesso, dal mattino alla sera.
La parola giustizia ha nel Vangelo un significato globale: non soltanto indica il rispetto dei diritti fra gli uomini, ma ancor prima il rispetto dei diritti di Dio, ecco che è beato e felice colui che osserva i comandamenti di Dio, per avere un rapporto equilibrato con Dio, dal quale riconoscerà di dipendere, e con il prossimo, con il quale condividerà l’ideale di Dio.
Giustizia
La parola giustizia ricorre altre volte nel discorso della Montagna.
Beati i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il Regno dei cieli (Matteo 5:10).
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli (Matteo 5:20)
Guardatevi dal fare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 6:1).
Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta (Matteo 6:33).
Possiamo dire che la
parola giustizia indica almeno tre atteggiamenti diversi.
Anzitutto indica la giustizia di Dio:
è Lui che tramite il sacrificio di Cristo al quale siamo chiamati a conformarci
ci fa giusti; il suo amore, il suo perdono ci rendono giusti...
In secondo luogo indica la giustizia dell’uomo: essa è la conseguenza dell’accettazione del dono della salvezza compiuto da Cristo, quando accettiamo il sacrificio e la salvezza che Egli ci ha offerto sulla croce, desidereremo allora essere come Lui, compiere le sue opere buone, osservare le sue leggi.
Infine indica la giustizia sociale: i rapporti giusti, la solidarietà, costruzione della pace.
La giustizia della beatitudine è universale: non è solo per me, o per noi, ma è per tutti, senza distinzioni. La ricerca di giustizia di cui parla la beatitudine è una ricerca non violenta. Per questo la beatitudine della fame di giustizia è preceduta dalla beatitudine della non violenza: beati i miti perché possederanno la terra.
I non violenti
assomigliano a Gesù; sono coraggiosi, si compromettono, non ricorrono mai alla
violenza. Credono nella forza dell’amore e della verità. Non sentono il bisogno
di ricorrere ad altri mezzi per imporre l’amore e la verità. L’affamato e
assetato di giustizia si impegna in una ricerca vera di giustizia, non finta,
perché non si limita a denunciare i sintomi, ma va alle cause.
Quindi, a chiunque che leggendo ha fame e sete di giustizia voglio lasciare queste parole:
Ci
sono persone che con tanta intensità aspirano alla giustizia e la cercano con
un desiderio molto forte. Gesù dice che costoro saranno saziati, giacché presto
o tardi la giustizia arriva e noi possiamo collaborare perché sia possibile
anche se non sempre vediamo i risultati di questo impegno.
La giustizia che propone Gesù non è come quella che cerca il mondo, molte
volte macchiata da interessi meschini, la realtà ci mostra quanto sia
facile entrare nelle combriccole della corruzione, far parte di quella politica
quotidiana del “do perché mi diano”,
in cui tutto è commercio.
Quanta gente soffre per le ingiustizie, quanti restano ad osservare impotenti
come gli altri si danno il cambio a spartirsi la torta della vita. Alcuni
rinunciano a lottare per la vera giustizia. La giustizia che Gesù elogia incomincia a realizzarsi nella vita di ciascuno
quando si è giusti nelle proprie decisioni, e si esprime poi nel cercare la
giustizia per il prossimo.
Beati quelli che hanno fame e sete di fare la volontà di Dio, cioè dicono: il mio nutrimento, il nutrimento su cui faccio crescere la mia vita, così come il corpo cresce sul pane e sull’acqua, non è la mia volontà, ma la volontà di Dio. Io ho fame di Dio, ho sete di Lui, la sua volontà è punto di riferimento per la mia esistenza. Mi affido a Dio, Lui è la mia gioia, ciò che Lui mi rivela lo mangio e lo bevo con quella avidità con cui l’assetato e l’affamato bevono l’acqua e mangiano il pane.
Per cui se questa è la tua sete e la tua fame inizia a conoscere di più Colui che può saziarti, Gesù Cristo, studiando e meditando la sua vita. Come fare? Puoi prendere la tua Bibbia e leggere i Vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
In più se sei interessato a ricevere un libro che parla nei dettagli della vita di Cristo, commentando quindi i Vangeli, scrivimi in privato, ho qualche copia in più che sarei felice di donarti: morenabarone83@gmail.com
Il libro in questione è intitolato “La Speranza dell’uomo”, un libro da cui poter trarre lezioni attuali per la nostra vita quotidiana, un libro attraverso il quale potremo conoscere il carattere e la vita di Gesù alla quale siamo chiamati a conformarci. Se hai fame e sete di conoscere e fare la volontà di Dio, dovresti leggere questo libro meraviglioso.
Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.