Vita in Abbondanza

lunedì 27 aprile 2020

16. BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DI GIUSTIZIA PERCHE' SARANNO SAZIATI

Nella quinta tappa dell'itinerario delle Beatitudini, consideriamo la felicità di chi ha fame e sete della giustizia.

Aver fame e sete della giustizia significa avere la "passione" della giustizia, non solo un interesse passeggero; vuol dire impegnarsi a fondo con tutto se stesso, dalla mattina alla sera, dalla testa ai piedi, come chi è assetato ridimensiona in questa ricerca tutti i propri desideri.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (Matteo 5,6).

Nelle beatitudini più volte senti parlare di giustizia, proprio perché è fondamentale. Ma chi è il "giusto" nella Bibbia, secondo Dio? Chi mette in pratica i comandamenti, o meglio chi fa della propria vita lo spazio di una ricerca appassionata della volontà di Dio. Questa è l'unica cosa di cui dobbiamo veramente preoccuparci. Il resto è dono. E la traduzione che la Bibbia interconfessionale fa di questa beatitudine è illuminante: "Beati coloro che desiderano ardentemente ciò che Dio vuole...".

La coscienza della propria indegnità, quando contempleremo il carattere perfetto di Cristo e il suo sacrificio per la nostra salvezza, farà nascere in noi il desiderio di essere come Lui, perché solo essendo come Gesù e mettendo in pratica i suoi comandamenti potremo aspirare ad una vita veramente benedetta. Coloro che aspirano nel loro cuore ad assomigliare a Dio nel carattere, saranno appagati. Se gli sguardi restano sempre fissi su Gesù, studiando e meditando sulla sua vita, sul suo modo di essere, sul suo carattere, l’opera dello Spirito Santo nella nostra vita continuerà fino alla riproduzione della sua immagine. L’amore sensibilizzerà l’animo e lo renderà capace dei più alti ideali e della conoscenza delle realtà divine, in modo che non gli manchi nessun attributo di perfezione.

La fame e la sete sono l’impulso che ci spinge a cercare ciò che ci consente di vivere davvero. Ma sono anche il sintomo di una mancanza, di un bisogno. Ci rendiamo conto che ci manca qualcosa senza la quale la vita si spegne. Gesù nelle beatitudini ci dice che chi non può vivere senza la giustizia è beato.

A questi affamati e assetati la beatitudine non offre progetti economici, né progetti politici, ma una speranza: “sarete saziati”.

È una speranza solida, al sicuro, perché sostenuta dalla promessa di Dio.

La speranza è indispensabile per uscire dalla rassegnazione che annullerebbe ogni sforzo di cambiamento e dalla disperazione che porterebbe fatalmente alla violenza.
Ma questa beatitudine non è rivolta solo agli affamati perché trovino la speranza e la dignità di affacciarsi come protagonisti sulla scena del mondo, ma si volge anche a noi, ai sazi richiamandoci a una profonda conversione.

L’affamato di giustizia è vivo e proteso in un’appassionata ricerca della volontà di Dio.
La giustizia è appunto la volontà di Dio, il suo disegno, il Regno di Dio che Gesù è venuto a portare e a compiere.
Avere fame e sete di giustizia significa avere la passione della giustizia, per il Regno di Dio, non un languido e sporadico interessamento.

L’assetato desidera l’acqua con tutto se stesso. L’assetato di giustizia è chi si impegna a fondo per la giustizia, con tutto se stesso, dal mattino alla sera.

La parola giustizia ha nel Vangelo un significato globale: non soltanto indica il rispetto dei diritti fra gli uomini, ma ancor prima il rispetto dei diritti di Dio, ecco che è beato e felice colui che osserva i comandamenti di Dio, per avere un rapporto equilibrato con Dio, dal quale riconoscerà di dipendere, e con il prossimo, con il quale condividerà l’ideale di Dio.

Giustizia

La parola giustizia ricorre altre volte nel discorso della Montagna.

Beati i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il Regno dei cieli (Matteo 5:10).

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli (Matteo 5:20)

Guardatevi dal fare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 6:1).

Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta (Matteo 6:33).

Possiamo dire che la parola giustizia indica almeno tre atteggiamenti diversi.
Anzitutto indica la giustizia di Dio: è Lui che tramite il sacrificio di Cristo al quale siamo chiamati a conformarci ci fa giusti; il suo amore, il suo perdono ci rendono giusti...

In secondo luogo indica la giustizia dell’uomo: essa è la conseguenza dell’accettazione del dono della salvezza compiuto da Cristo, quando accettiamo il sacrificio e la salvezza che Egli ci ha offerto sulla croce, desidereremo allora essere come Lui, compiere le sue opere buone, osservare le sue leggi.

Infine indica la giustizia sociale: i rapporti giusti, la solidarietà, costruzione della pace.

La giustizia della beatitudine è universale: non è solo per me, o per noi, ma è per tutti, senza distinzioni. La ricerca di giustizia di cui parla la beatitudine è una ricerca non violenta.  Per questo la beatitudine della fame di giustizia è preceduta dalla beatitudine della non violenza: beati i miti perché possederanno la terra.

I non violenti assomigliano a Gesù; sono coraggiosi, si compromettono, non ricorrono mai alla violenza. Credono nella forza dell’amore e della verità. Non sentono il bisogno di ricorrere ad altri mezzi per imporre l’amore e la verità. L’affamato e assetato di giustizia si impegna in una ricerca vera di giustizia, non finta, perché non si limita a denunciare i sintomi, ma va alle cause.

Quindi, a chiunque che leggendo ha fame e sete di giustizia voglio lasciare queste parole:

Ci sono persone che con tanta intensità aspirano alla giustizia e la cercano con un desiderio molto forte. Gesù dice che costoro saranno saziati, giacché presto o tardi la giustizia arriva e noi possiamo collaborare perché sia possibile anche se non sempre vediamo i risultati di questo impegno.
La giustizia che propone Gesù non è come quella che cerca il mondo, molte volte  macchiata da interessi meschini, la realtà ci mostra quanto sia facile entrare nelle combriccole della corruzione, far parte di quella politica quotidiana del “do perché mi diano”, in cui tutto è commercio. 
Quanta gente soffre per le ingiustizie, quanti restano ad osservare impotenti come gli altri si danno il cambio a spartirsi la torta della vita. Alcuni rinunciano a lottare per la vera giustizia.
La giustizia che Gesù elogia incomincia a realizzarsi nella vita di ciascuno quando si è giusti nelle proprie decisioni, e si esprime poi nel cercare la giustizia per il prossimo.

Beati quelli che hanno fame e sete di fare la volontà di Dio, cioè dicono: il mio nutrimento, il nutrimento su cui faccio crescere la mia vita, così come il corpo cresce sul pane e sull’acqua, non è la mia volontà, ma la volontà di Dio. Io ho fame di Dio, ho sete di Lui, la sua volontà è punto di riferimento per la mia esistenza. Mi affido a Dio, Lui è la mia gioia, ciò che Lui mi rivela lo mangio e lo bevo con quella avidità con cui l’assetato e l’affamato bevono l’acqua e mangiano il pane.

Per cui se questa è la tua sete e la tua fame inizia a conoscere di più Colui che può saziarti, Gesù Cristo, studiando e meditando la sua vita. Come fare? Puoi prendere la tua Bibbia e leggere i Vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

In più se sei interessato a ricevere un libro che parla nei dettagli della vita di Cristo, commentando quindi i Vangeli, scrivimi in privato, ho qualche copia in più che sarei felice di donarti: morenabarone83@gmail.com

Il libro in questione è intitolato “La Speranza dell’uomo”, un libro da cui poter trarre lezioni attuali per la nostra vita quotidiana, un libro attraverso il quale potremo conoscere il carattere e la vita di Gesù alla quale siamo chiamati a conformarci. Se hai fame e sete di conoscere e fare la volontà di Dio, dovresti leggere questo libro meraviglioso.

Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.

mercoledì 22 aprile 2020

15. BEATI I MANSUETI PERCHE' EREDITERANNO LA TERRA PROMESSA

Nelle Beatitudini si individua un progresso costante nell’esperienza cristiana. Coloro che hanno capito di aver bisogno di Cristo, coloro che hanno sperimentato la sofferenza a causa del peccato e hanno condiviso la sua afflizione, impareranno ad essere mansueti come il Maestro. Gesù elenca la mansuetudine fra le qualità più importanti per entrare nel suo regno. Esseri mansueti significa essere docili, amabili, non avere una natura aggressiva, violenta, vendicativa. Il mansueto è colui che rinuncia a dominare sull’altro.

Abbiamo visto nella seconda mansuetudine come Gesù per amore nostro rinunciò alla gloria che aveva presso il Padre, all’adorazione degli angeli, per subire insulti, disprezzo, provocazioni, eppure la Bibbia ci dice che Gesù:

“Nonostante fosse come Dio, non conservò gelosamente il suo essere uguale a Dio (in qualche modo non si impose mai). Rinunciò a tutto: diventò come un servo, fu uomo tra gli uomini e visse conosciuto come uno di loro”. Filippesi 2:6,7

Gesù accettò di vivere l’esperienza umana, nelle varie fasi dell’esistenza, vivendo non come un re che esige omaggi, ma come un uomo qualunque, con la missione di servire gli altri. Il Salvatore del mondo aveva una natura superiore a quella degli angeli ma la sua maestà divina era unita a un’umiltà e a una dolcezza tali che tutti ne erano attratti. La bellezza del carattere di Gesù a cui siamo chiamati a conformarci è che Egli aveva rinunciato a se stesso e in tutto ciò che faceva non c’era nulla di egoistico. Egli sottometteva ogni cosa alla volontà del Padre. Gesù oggi dice a noi:

“Accogliete le mie parole e lasciatevi istruire da me. Io non tratto nessuno con violenza e sono buono con tutti. Voi troverete la pace”. Matteo 11:29

“Se qualcuno vuol venire con me smetta di pensare a se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Matteo 16:24

L’egoismo deve essere eliminato e non deve più avere la supremazia nella vita dell’uomo. Quando ci soffermiamo a contemplare lo spirito di sacrificio, la dedizione disinteressata al bene altrui e l’umiltà di Cristo, lo spirito di indipendenza e di egocentrismo, di cui spesso ci vantiamo, ci appaiono finalmente in tutta la loro bassezza e ci rendiamo conto di come sono le prove di sottomissione a Satana. La natura umana lotta continuamente per venire a galla e affermarsi sugli altri, ma colui che impara da Cristo è privo di orgoglio, di egoismo e di desiderio di emergere. L’egoismo distrugge la nostra pace. Quando ci domina ci sforziamo continuamente di salvaguardarci dalle mortificazioni e dagli insulti, ma quando siamo trasformati e diveniamo simili a Cristo, chi ci manca di rispetto o di attenzione non ci ferirà più, saremo sordi e ciechi alla vergogna, agli insulti, ai rimproveri, ai fastidi ai quali siamo esposti ogni giorno e non reagiremo più scendendo allo stesso livello. L’ egoismo si arrenderà alla volontà dello Spirito Santo.

A questo punto non cercheremo più di avere il primo posto, non saremo più litigiosi, non ci preoccuperemo più di farci notare dalla gente, né con il nostro parlare che con il nostro agire e vestire, eserciteremo l'autocontrollo e la pazienza. Se c’è un posto, il posto migliore al quale dobbiamo aspirare è stare ai piedi di Cristo. Quando la presenza di Gesù eserciterà un influsso costante sul nostro animo, allora proveremo una pace profonda, la pace di Dio. Ecco perché non basta dire di avere Gesù nel cuore, non basta affermare di credere in Gesù, non basta ascoltare che siano gli altri a portarmi la Parola di Dio, è dovere e compito di ognuno desiderare la “conoscenza personale di Gesù Cristo”, attraverso una “lettura e meditazione quotidiana personale” della Bibbia e attraverso la preghiera.

La mansuetudine non è una disposizione naturale. Il mondo pensa in termini di forza, di potere, di aggressività, di affermare la propria persona. La mansuetudine non si acquisisce con l'allenamento come se con le nostre proprie forze potessimo diventare mansueti. La mansuetudine non significa essere persone senza carattere, alcune persone non sono mai pronte ad attaccare il male o a difendere la verità, vivono nel compromesso, non vogliono rompere gli equilibri, invertire l’andamento, sconvolgere la struttura o mostrare di essere in minoranza. 

Gli eroi della fede nella Bibbia sono stati tutt’altro che senza spina dorsale, e Dio li ha premiati per il loro coraggio, altri sono stati giudicati da Dio perché privi di spina dorsale per Lui (Apocalisse 3:16).

Mansueti si diventa se ogni giorno contempliamo Gesù e cerchiamo di conoscerlo a fondo. Gesù, passava notti intere in comunione con il Padre, anelava profondamente a vivere questi momenti di comunione personale, sapeva che senza questo filo diretto con il Padre non ce l’avrebbe fatta a sopportare il peso schiacciante della vita quotidiana ed affrontare le insidie del diavolo. Il risultato era che nella sua vita Gesù, nonostante le difficoltà, sperimentava una pace profonda, e nessuna esplosione di rabbia, umana o satanica, poteva turbare la calma di quella perfetta comunione con Dio.

Mentre la felicità terrena è effimera e le circostanze la condizionano, la pace di Cristo è duratura, essa non dipende dagli eventi della vita, dalla quantità di beni che si possiedono o dal numero degli amici. La gioia che scaturisce da Cristo non svanisce mai.

Quando la mansuetudine di Gesù si manifesterà nella nostra persona, non ci sarà più spazio per le contese e le risposte stizzose, i temperamenti istintivi si calmeranno e diffonderemo una pace che tutti potranno percepire. È meglio sopportare false accuse piuttosto che sperimentare la tortura del desiderio di vendicarsi dei nostri nemici. L’odio e la vendetta sono suscitati da Satana e possono solo danneggiare colui che li prova.

Così anche l’apostolo Paolo ci esorta in Romani 12:19-21: "Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: 'A me la vendetta; io darò la retribuzione', dice il Signore. Anzi, 'se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo'. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene". Dunque il mansueto non è suscettibile e permaloso, non sta sulla difensiva per  difendere se stesso. 

Come mansueti siamo chiamati a seguire l’esempio di Gesù che non rendeva gli oltraggi, che non minacciava, ma si rimetteva a Colui che giudica. Siamo chiamati a non vendicarci, noi possiamo applicare la vendetta in vari modi: direttamente con la persona con cui abbiamo avuto problemi offendendola, malmenandola, non salutandola o indirettamente, facendo dietro le spalle un lavoro distruttivo come la maldicenza. Gesù non ha reagito agli oltraggi! Non si è vendicato, ma metteva tutto nelle mani di Dio che giudica giustamente! Dalla bocca del mansueto non uscirà una cattiva parola, amarezza, rabbia e parola offensiva! (Efesini 4:31-32). Il mansueto non ha uno spirito di vendetta, ma è pronto al perdono e a fare del bene alla persona che gli ha fatto del male perché è consapevole che un giorno anche lui avrà bisogno di essere perdonato come dice George Herbert: “Chi non sa perdonare rompe il ponte su cui egli deve passare”.

La presenza di Cristo nella nostra vita produrrà quell’amabilità e quella mansuetudine che sono il frutto della benedizione che “Assicura agli oppressi splendida vittoria” (Salmo 149:4).

È stato a causa dell’orgoglio e dell’egoismo che il male è entrato nel mondo e i nostri progenitori hanno perso il dominio della terra, ma è grazie allo spirito di abnegazione di Cristo che i perduti possono essere redenti. Gesù ci invita a vincere come Egli ha vinto, con le sue stesse maniere. I mansueti erediteranno la terra. Gesù ci dice in Apocalisse 3:21:

“Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch'io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono”.

La terra destinata ai mansueti non assomiglierà al mondo in cui viviamo, offuscato dall’ombra della morte e della maledizione.

Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia. 2 Pietro 3:13

Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servi lo serviranno. Apocalisse 22:3

Non si proveranno più le delusioni e le sofferenze, non esisterà più il male e nessuno più si ammalerà. Non ci saranno più funerali, sepolture, separazioni e cuori infranti.

Nessuno proverà più fame né sete,
né miraggio né sole li colpirà più;
poiché colui che ha pietà di loro li guiderà,
li condurrà alle sorgenti d'acqua.
(Isaia 49:10)

Io voglio far parte di questo regno meraviglioso che presto Gesù istaurerà sulla terra. Per questo scelgo ogni giorno di fare di Cristo la mia priorità, passando più tempo possibile in sua compagnia, in una lettura “personale” della Bibbia dove posso conoscerlo profondamente e contemplandolo, posso essere trasformata a sua immagine per ereditare la terra priva di maledizione che Egli ci ha promesso.

Possa essere anche il tuo desiderio! Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.

20. BEATI SIETE VOI QUANDO VI INSULTANO E VI PERSEGUITANO PERCHE' CREDENDO FATE LA VOLONTA' DI DIO

Cari lettori, siamo giunti al commento dell'ultima beatitudine che possiamo leggere nel Vangelo di Matteo 5:10-12: "Beati i persegu...