Vita in Abbondanza

martedì 31 marzo 2020

6. LA VIA DELLA FELICITA'

“Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi”. 1 Giovanni 5:3

 Qui è la costanza dei santi; qui sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù. Apocalisse 14:12

La Legge di Dio

Molti cristiani, oggigiorno, hanno difficoltà a comprendere il ruolo della Legge di Dio.

Le leggi divine sono immutabili, impossibili da eludere, Dio che ci ha dato un codice genetico per garantire la permanenza delle nostre strutture biologiche, ci ha dato anche un “codice etico” per aiutarci a strutturare in modo sicuro i valori della nostra coscienza. Sono regole del gioco della nostra esistenza e trasgredirle significa entrare in conflitto con l’essenza stessa della vita, ecco perché tanto disorientamento oggi. 

Ecco che il “Decalogo: dal greco deka – dieci e logos – parola” ossia i “Dieci Comandamenti” scritti con il dito di Dio e dati a Mosè sul Sinai non è tanto un insieme di ordini, ma un orientamento. Più che una legge pura e semplice è un cammino che ci viene posto davanti perché lo seguiamo, esso che potrebbe apparire un vincolo, un tentativo di rendere schiavo l’uomo, è invece per paradosso un orizzonte di libertà voluto da Dio. Ci sono almeno tre significati di “liberazione” presenti nel decalogo:

1. Esso ci libera innanzitutto dall’incertezza riguardo al fare, dall’angoscia di non sapere che cosa dobbiamo fare.

2.  In secondo luogo ci libera da tanti sentimenti negativi che albergano facilmente nel cuore dell’uomo e che lo rendono schiavo: si può dire che si impossessano di noi e noi diventiamo “strumenti” di questi sentimenti negativi che sono ostili nei confronti del prossimo.

3.  E infine il decalogo ci orienta verso l’amore. Amore per Dio, per la vita, per il prossimo. 

Che cos’è allora veramente il “Decalogo”? E’ un insieme di proibizioni di Dio per noi viste quindi come la privazione della nostra libertà? O è invece la vera libertà che ci mette davanti Dio, la vera liberazione da quella schiavitù che ha a che fare con il “culto della creatura” che si sostituisce al Creatore?

Perché il “peccato”, o se ci disturba tanto questa parola, possiamo dire il malessere, l’insoddisfazione, il disorientamento, la mancanza di pace, di serenità, di vera realizzazione, non è altro che il “rifiuto di Dio”; il rifiuto della sua buona volontà per la felicità dell’uomo; la mancanza di fiducia nella Sua Parola; il volere fare a modo nostro; il volere stare al centro dell’universo; il volere prendere il posto del Creatore; il volere considerarsi capaci di esercitare una buona “giustizia” senza la guida di Dio; in due parole: “egocentrismo” ed “egoismo”.

Entrando nello specifico della Scrittura, alcune dichiarazioni di Paolo, estrapolate dal suo contesto, come “non siamo sotto la legge ma sotto la grazia”, oppure “la legge è stata abolita” che non è di Paolo, hanno fatto si che gran parte del mondo cristiano non ha neanche studiato, alla luce delle Sacre Scritture la funzione della Legge di Dio nel piano della salvezza. Vediamo cosa pensava l’apostolo Paolo riguardo la legge:

Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono.  Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore. Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato. Romani 7: 12,22,25

Inoltre l’apostolo Paolo dice che la legge non può salvarci ma è importante perché:

Ci dà la conoscenza del peccato

“Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire”. Romani 7:7

Il peccato ci inganna, per tanto, sarebbe impossibile per l’uomo peccatore riconoscere pienamente la sua condizione a meno che Dio non gliela riveli. È per questo che Dio dà all’essere umano la sua legge. Il primo obiettivo della legge di Dio è mostrarci quello che è peccato. I 10 comandamenti sono il miglior esempio delle norme morali di Dio, essi mostrano il suo carattere al quale Dio vuole che ci conformiamo.

Indica una separazione tra i figli di Dio e gli empi.

“Quelli che abbandonano la legge lodano gli empi; ma quelli che osservano la legge fanno loro guerra”. Proverbi 28:4.

Ci sarà sempre una contesa tra coloro che osservano la legge di Dio e coloro che non lo fanno, perché servono due padroni diversi. In Malachia 3:18 infatti leggiamo:

“Voi vedrete di nuovo la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve”.

Essa non è mai stata annullata né sostituita da Gesù.

Alcune persone pensano che Gesù ha sostituito i comandamenti con due quando citò Deuteronomio 6:5 e Levitico 19:18 dicendo:

Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso".  Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti. Matteo 22:37-39

In realtà quello che Gesù stava dicendo era che per amare Dio con tutto il cuore bisogna osservare i primi 4 comandamenti che indicano il rapporto tra l’uomo e Dio, e per amare il prossimo con tutto se stessi bisogna osservare gli altri 6 che indicano il rapporto tra l’uomo e il suo prossimo. Il fatto che Gesù li abbia riassunto non significa che ne ha considerato solo 2 e gli altri li ha annullati, altrimenti lo stesso Gesù non avrebbe detto:

“Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto”. Matteo 5:17,18.

Per molti anni, un grande gruppo di credenti ha affermato che la legge di Dio vige ancora oggi per il cristiano. W.A. Tozer, per esempio, nel suo libro: Gesù l’Autore della nostra Fede, p. 127 scrisse:

Nel dire che i 10 comandamenti non sono più in vigore, mi riferisco ad attitudini comuni che si trovano tra gli increduli. Nelle nostre chiese cristiane oggi rispondiamo generalmente: bene, non viviamo sotto la legge; viviamo sotto la grazia di Dio! Tutto ciò che viene comandato moralmente nei 10 comandamenti continua ad essere compreso nei principi morali che sono la volontà di Dio per il suo popolo. Come cristiani credenti, rigenerati, dobbiamo riconoscere che la volontà morale di Dio per il suo popolo, allora come adesso, non è cambiata”.

Allo stesso modo Martin Lloyd Jones, in relazione alla legge dei 10 comandamenti, nel suo libro Romani, pagine, 44-45, scrisse:

La legge non è stata abolita; Dio non ha abrogato la sua legge. La legge di Dio è tutt’ora lì; e continua ad essere lo strumento per il giudizio. Non esiste possibilità di stare alla presenza di Dio senza una giustizia che risponda alle richieste della legge e la soddisfi, in conformità con essa. La nostra visione della salvezza non deve mai disdegnare la legge; ma la deve istituire”.

In Esodo 20:1-17 e Deuteronomio 5:1-21, ogni comandamento della legge di Dio, sottolinea un aspetto del modello di vita che Dio ha stabilito per il suo popolo.

  1. Non avrai altri dèi davanti a me. – FEDELTA’
  2. Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l'Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. – AMORE
  3. Non userai il nome dell'Eterno, il tuo DIO, invano, perché l'Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano. – TESTIMONIANZA
  4. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è sabato, sacro all'Eterno, il tuo DIO; non farai in esso alcun lavoro, né tu, né tuo figlio … poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro - ADORAZIONE
  5. Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l'Eterno, il tuo DIO, ti dà. – RISPETTO
  6. Non uccidere. – VITA
  7. Non commette adulterio. – ORDINE E VIRTU’
  8. Non rubare. – INTEGRITA’ ED ONESTA’
  9. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. – VERITA’
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo. – SAPERSI ACCONTENTARE 

Nel trattare il tema della trasgressione, l’apostolo Giacomo si riferisce alla legge di Dio dei 10 comandamenti, come vigente per il cristiano. Egli scrive:

“Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti. Difatti, colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha anche detto: «Non uccidere». Per cui se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge”. Giacomo 2:10,11

Il Signore aveva anche dichiarato in La legge di Dio è un riflesso del suo carattere. Ogni attributo di Dio viene applicato alla sua legge. La seguente tabella mostra alla luce della Parola, le caratteristiche di Dio che sono comuni alla Sua legge.

Dio è:

Testo

La Sua Legge è:

Testo

Buono

Luca 18:19

Buona

1 Timoteo 1:8

Santo

Isaia 5:16

Santa

Romani 7:12

Perfetto

Matteo 5:48

Perfetta

Salmo 19:7

Puro

1 Giovanni 3:2,3

Pura

Salmo 19:8

Giusto

Deuteronomio 32:4

Giusta

Romani 7:12

Verità

Giovanni 3:33

Verità

Salmo 119:142

Spirituale

1 Corinzi 10:4

Spirituale

Romani 7:14

Giustizia

Geremia 23:6

Giustizia

Salmo 119:172

Fedele

1 Corinzi 1:9

Fedele

Salmo 111:7

Immutabile

Giacomo 1:17

Immutabile

Matteo 5:8

Eterno

Genesi 21:33

Eterna

Salmo 111:7,8

Amore

1 Giovanni 4:8

Amore

Romani 13:10

 

Il popolo di Dio spesso non comprende i principi della legge di Dio e di come essa è la risorsa più straordinaria di Dio per proteggerli dal peccato. È per questo che il profeta Osea presenta due dichiarazioni tristi che Dio fa al suo popolo in relazione alla sua Legge:

Ho scritto per lui le grandi cose della mia legge, ma sono state considerate una cosa strana”. Osea 8:12

“Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch'io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo DIO, anch'io dimenticherò i tuoi figli”. Osea 4:6

E in Proverbi 28:9 leggiamo:

“Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio”.

La Bibbia presenta la legge come una legge di libertà in Giacomo 1:25 e 2:12.

 “Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla”.

“Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà”.

La ragione fondamentale è che la legge di Dio ha come secondo obiettivo, oltre che sottolineare il peccato, quello di portarmi a Cristo per ricevere il suo perdono e la sua giustificazione, mediante la liberazione dal peccato e dalla morte.

Nelle prossime lettere vedremo uno per uno questi comandamenti. Non te le perdere, scopriremo insieme come possiamo liberarci da ciò che consapevolmente e inconsapevolmente ci rende schiavo e come poter trovare la nostra felicità nel metterli in pratica.

            Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.

domenica 29 marzo 2020

5. TEST DI PERSONALITA': SEI CARNALE O SPIRITUALE?



“Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito”.
                                                                                         Romani 8:5

L’uomo carnale e l’uomo spirituale

La Bibbia divide l’umanità in due classi di individui. L’individuo Carnale e quello Spirituale. In questo studio, analizzeremo le caratteristiche di ognuno di loro, in modo da determinare personalmente in quale dei due gruppi ci troviamo.
Romani 8:5 dichiara: “Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito”. In accordo al testo, esistono due classi di individui nel mondo con differenti modi di pensare tra loro: l’uomo carnale e l’uomo spirituale. Mentre il pensiero dei carnali li guida verso azioni della carne, il pensiero degli individui spirituali li dirige verso cose spirituali.

L’apostolo Paolo nel capitolo 8 della Lettera ai Romani tratta il tema di ciò che differenzia questi due tipi di persone; indica anche qual è il fine di entrambi: “Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. Perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete”. Romani 8:6,13
Dato che il fine dell’uomo carnale è la morte eterna e quello dell’uomo spirituale la vita eterna, la domanda che devo pormi è: sono carnale o spirituale? La Bibbia mi insegna chiaramente come posso sapere in quale delle due posizioni mi trovo. Vediamo le caratteristiche di entrambi:

L’UOMO CARNALE

L’uomo carnale è anche chiamato l’uomo naturale, iniquo o empio. È quell’individuo che non ha ancora avuto un incontro con il Signore o con il Vangelo.
La prima cosa che ci indica la Parola di Dio è che i desideri delle azioni dell’uomo carnale non sono sottomessi alla legge di Dio: “Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio”. Nella sua condizione carnale o naturale, l’uomo non può piacere a Dio dato che non si sottomette alla sua legge. La prima caratteristica visibile di una persona carnale è il rifiuto della legge di Dio (della quale parleremo in seguito).

La ragione fondamentale per la quale l’uomo carnale rifiuta la legge di Dio è che questa è spirituale. Romani 7:14 così lo sottolinea: “Infatti noi sappiamo che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto come schiavo al peccato”. In altre parole, la legge di Dio fa parte di ciò che è spirituale.

La seconda cosa che la Parola indica in quanto all’uomo carnale, è che in questo si manifesteranno naturalmente una serie di opere e azioni: “Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio”. 

Possiamo quindi capire che se alcune di queste manifestazioni sono presenti nella nostra vita, dovremmo preoccuparci seriamente, dato che questi indicatori sottolineano chiaramente che ci troviamo dalla parte carnale e la nostra fine è la morte eterna.

L’UOMO SPIRITUALE

Così come una serie di azioni si manifestano o si vedono nell’uomo carnale, allo stesso modo, l’uomo spirituale manifesterà un insieme di azioni che la Parola di Dio chiama frutto.
In relazione all’uomo spirituale, l’apostolo sottolinea: “Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. Contro tali cose non vi è legge”. Galati 5:22,23

Nell’analizzare le manifestazioni di entrambi gli individui, l’uomo carnale e l’uomo spirituale, vediamo che l’apostolo Paolo fa una specifica differenza tra quello che produce uno e ciò che viene prodotto nell’altro. Mentre chiama “opere della carne” le opere che vengono prodotte nell’uomo carnale, nomina “frutto dello Spirito” ciò che si manifesta nell’uomo spirituale. È interessante notare che il frutto non è un prodotto dell’uomo ma dello Spirito di Dio che opera in lui.

L’uomo carnale senza Cristo lavora per produrre un risultato che non piacerà mai a Dio. D’altro lato, l’uomo spirituale, ha arreso la sua volontà allo Spirito di Dio, e ciò che si manifesterà in lui è un risultato dell’agire dello Spirito di Dio nella sua vita. Detto in altro modo, così come ad esempio un albero di limoni non si sforza per produrre limoni perché è nella sua natura, l’uomo spirituale non deve sforzarsi per obbedire alla volontà di Dio e in modo naturale si produrrà in lui il frutto dello Spirito.

Il desiderio della carne è contrario a quello dello Spirito di Dio così come contrario è l’oriente dall’occidente. In accordo a Galati 5:17, entrambi i desideri si oppongono tra loro. In Galati 6:8, l’apostolo chiede alla chiesa di seminare per lo Spirito, con l’obiettivo di mietere la vita eterna. Nei versetti 16 e 25 del capitolo 5, fa un appello alla chiesa di “camminare” nello Spirito; e nel versetto 24, chiede alla chiesa di crocifiggere la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 

Efesini 2:3 insegna che prima di conoscere il Signore, vivevamo nei desideri della carne e per natura eravamo figli d’ira, facendo la volontà della carne e dei pensieri.
La caratteristica fondamentale dell’uomo spirituale è che lo Spirito di Dio dimora in lui. Quello che trasforma in spirituale l’uomo è la direzione e la guida dello Spirito; questo viene descritto in Romani 8:9 che dice quanto segue:

Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui.

Quando lo Spirito di Dio dimora nel credente, egli smette di essere “figlio d’ira” e passa ad essere considerato “figlio di Dio”. Vedi Romani 8:14.
Quando una persona è stata trasformata, o in altre parole, è passata dall’essere carnale all’essere spirituale, viene ad essere partecipe della natura divina e per mezzo dello Spirito Santo, Dio trasforma la sua vita. Senza dubbio, la vecchia natura peccaminosa si trova ancora latente nell’essere umano fino al momento della redenzione. In altre parole, pur essendo spirituali, i credenti mantengono in loro la natura carnale, fino al momento in cui questa verrà sradicata completamente.

Nel trascurare la comunione quotidiana con il Signore, il credente tende a debilitare la nuova natura spirituale che lo Spirito Santo sta sviluppando; questo fa sì che la natura carnale prenda di nuovo il controllo della vita della persona e questa cominci a mostrare comportamenti carnali e non spirituali. Questa era la condizione della chiesa di Corinto quando l’apostolo Paolo le scrisse: “Anch'io, fratelli, quando venni da voi, non venni con eccellenza di parola o di sapienza, annunziandovi la testimonianza di Dio, perché mi ero proposto di non sapere fra voi altro, se non Gesù Cristo e lui crocifisso. Così io sono stato presso di voi con debolezza, con timore e con gran tremore”. 1 Corinzi 2:1-3

Tanto l’apostolo Giovanni come l’apostolo Pietro, richiamano ciò che disse l’apostolo Paolo e sottolineano: “perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno”. 1 Giovanni 2:16,17

“Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che guerreggiano contro l'anima. Comportatevi bene fra i gentili affinché, là dove vi accusano di essere dei malfattori, a motivo delle buone opere che osservano in voi, possano glorificare Dio nel giorno della visitazione”. 1 Pietro 2:11,12

Fin qui possiamo domandarci: sono carnale o spirituale? Nella mia vita vedo manifestazioni carnali o il frutto dello Spirito? Se dopo essermi esaminato umilmente e sinceramente davanti al Signore scopro di essere carnale, come posso diventare spirituale ed evitare così di fare la fine dell’individuo carnale che è la morte?

Gesù disse a Nicodemo in Giovanni 3:6-7 cosa deve accadere in una persona per passare dall’essere carnale all’essere spirituale. Gesù dichiarò: Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: "Dovete nascere di nuovo".

La nuova nascita è il processo mediante il quale passiamo dall’essere carnali all’essere spirituali. La Nuova nascita implica lo stabilire una comunione quotidiana con Cristo e la Sua Parola, leggendo e meditando la Bibbia, in modo tale che lo Spirito Santo possa convincerci del nostro peccato e ci possa portare a confessarlo e ad abbandonarlo.

Dello Spirito Santo, unico Vicario di Cristo sulla terra, Gesù disse:
Ma ora vado da colui che mi ha mandato, e nessun di voi mi domanda: "Dove vai?". Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. Di peccato, perché non credono in me; di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà. Giovanni 16:5-15

L’opera dello Spirito Santo innanzitutto porta l’uomo a rendersi conto del suo peccato e del suo bisogno di credere in Gesù Cristo per essere salvato. Se Egli continua a rifiutare Cristo, il suo peccato non può essere perdonato. 

Lo Spirito Santo mette poi l’uomo peccatore di fronte alla giustizia di Dio, una giustizia soddisfatta in Gesù Cristo. Il fatto che Gesù sarebbe andato al Padre avrebbe dimostrato che il suo sacrificio perfetto è stato accettato e giustizia è stata fatta. Coloro che credono in Gesù Cristo vengono giustificati da Dio proprio in virtù della giustizia di Gesù Cristo, non per i loro meriti. 

Infine, lo Spirito Santo annuncia all’uomo il giudizio di Dio. Come Dio ha giudicato l’avversario Satana, sconfiggendolo attraverso la morte e la risurrezione di Gesù il Messia, così giudicherà tutti quelli che rifiutano Cristo e rimangono nel loro peccato. 

Lo Spirito Santo agisce in questo modo anche oggi. Possiamo rispondere alla sua esortazione solo respingendola o accettandola. Coloro che credono allo Spirito della verità e credono in Gesù Cristo, saranno perdonati del loro peccato e giustificati in Gesù Cristo. Coloro che invece la respingono rimangono sotto giudizio. Tu hai già scelto da che parte stare?

Essere giustificati mediante il sacrificio di Cristo non significa che possiamo continuare a peccare cullandoci di far predominare la nostra natura carnale, ma significa che a questo deve seguire una continua dipendenza da Gesù, una comunione quotidiana, riconoscendo che senza la preghiera e la meditazione quotidiana della Bibbia, la natura carnale prenderà il sopravvento perché non guidati dallo Spirito Santo e ci ritroveremo in una condizione di peccato davanti al nostro Padre Celeste.
Per cui se oggi non l’hai ancora fatto, concludo questa lettera con una preghiera personale di sottomissione a Cristo e dipendenza da Lui che quotidianamente potrebbe segnare l’inizio della nostra giornata:

Caro Gesù, Signore della gloria, io guardo in alto al luogo santissimo del santuario celeste dove tu stai operando in nostro favore, e attendo dalla tua mano, all’inizio di questo giorno, il dono rinnovato del tuo amore e della tua grazia. Come sai bene, Signore, la mia natura è tale che posso solo fare azioni cattive che mi condurrebbero alla distruzione eterna. Per favore Padre, nel nome di Gesù, perdonami se ti ho offeso in pensieri, parole e azioni, non posso permettermi di essere lontano da te nemmeno per un momento. Perciò grido a te, Signore, concedimi in questo momento i meriti del sangue che Gesù ha sparso sul Calvario per la remissione dei peccati. Desidero attraverso la comunione con te e la meditazione della Bibbia che tu mi plasmi, mi modelli, mi faccia crescere in un’atmosfera santa e pura, dove le ricche correnti del tuo amore possono scorrere attraverso di me per arricchire anche coloro che in incontro in questa terra ostile. Ti prego, prezioso Redentore, perché il tuo Spirito riposi su di me e abiti in me oggi, per farmi assomigliare a te. Desidero sottomettermi alla tua volontà, abbandonando il mio “Io”. Grazie per la tua attenzione e il fatto che risponderai a questa preghiera. Amen”.

Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.

20. BEATI SIETE VOI QUANDO VI INSULTANO E VI PERSEGUITANO PERCHE' CREDENDO FATE LA VOLONTA' DI DIO

Cari lettori, siamo giunti al commento dell'ultima beatitudine che possiamo leggere nel Vangelo di Matteo 5:10-12: "Beati i persegu...