“Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi”. 1 Giovanni 5:3
Qui è la costanza dei santi; qui sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù. Apocalisse 14:12
La Legge di Dio
Molti cristiani, oggigiorno, hanno difficoltà a comprendere il ruolo della Legge di Dio.
Le leggi divine sono immutabili, impossibili da eludere, Dio che ci ha dato un codice genetico per garantire la permanenza delle nostre strutture biologiche, ci ha dato anche un “codice etico” per aiutarci a strutturare in modo sicuro i valori della nostra coscienza. Sono regole del gioco della nostra esistenza e trasgredirle significa entrare in conflitto con l’essenza stessa della vita, ecco perché tanto disorientamento oggi.
Ecco che il “Decalogo: dal greco deka – dieci e logos – parola” ossia i “Dieci Comandamenti” scritti con il dito di Dio e dati a Mosè sul Sinai non è tanto un insieme di ordini, ma un orientamento. Più che una legge pura e semplice è un cammino che ci viene posto davanti perché lo seguiamo, esso che potrebbe apparire un vincolo, un tentativo di rendere schiavo l’uomo, è invece per paradosso un orizzonte di libertà voluto da Dio. Ci sono almeno tre significati di “liberazione” presenti nel decalogo:
1. Esso ci libera innanzitutto dall’incertezza riguardo al fare, dall’angoscia di non sapere che cosa dobbiamo fare.
2. In secondo luogo ci libera da tanti sentimenti negativi che albergano facilmente nel cuore dell’uomo e che lo rendono schiavo: si può dire che si impossessano di noi e noi diventiamo “strumenti” di questi sentimenti negativi che sono ostili nei confronti del prossimo.
3. E infine il decalogo ci orienta verso l’amore. Amore per Dio, per la vita, per il prossimo.
Che cos’è allora veramente il “Decalogo”? E’ un insieme di proibizioni di Dio per noi viste quindi come la privazione della nostra libertà? O è invece la vera libertà che ci mette davanti Dio, la vera liberazione da quella schiavitù che ha a che fare con il “culto della creatura” che si sostituisce al Creatore?
Perché il “peccato”, o se ci disturba tanto questa parola, possiamo dire il malessere, l’insoddisfazione, il disorientamento, la mancanza di pace, di serenità, di vera realizzazione, non è altro che il “rifiuto di Dio”; il rifiuto della sua buona volontà per la felicità dell’uomo; la mancanza di fiducia nella Sua Parola; il volere fare a modo nostro; il volere stare al centro dell’universo; il volere prendere il posto del Creatore; il volere considerarsi capaci di esercitare una buona “giustizia” senza la guida di Dio; in due parole: “egocentrismo” ed “egoismo”.
Entrando nello specifico della Scrittura, alcune dichiarazioni di Paolo, estrapolate dal suo contesto, come “non siamo sotto la legge ma sotto la grazia”, oppure “la legge è stata abolita” che non è di Paolo, hanno fatto si che gran parte del mondo cristiano non ha neanche studiato, alla luce delle Sacre Scritture la funzione della Legge di Dio nel piano della salvezza. Vediamo cosa pensava l’apostolo Paolo riguardo la legge:
Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono. Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore. Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato. Romani 7: 12,22,25
Inoltre l’apostolo Paolo dice che la legge non può salvarci ma è importante perché:
Ci dà la conoscenza del peccato
“Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire”. Romani 7:7
Il peccato ci inganna, per tanto, sarebbe impossibile per l’uomo peccatore riconoscere pienamente la sua condizione a meno che Dio non gliela riveli. È per questo che Dio dà all’essere umano la sua legge. Il primo obiettivo della legge di Dio è mostrarci quello che è peccato. I 10 comandamenti sono il miglior esempio delle norme morali di Dio, essi mostrano il suo carattere al quale Dio vuole che ci conformiamo.
Indica una separazione tra i figli di Dio e gli empi.
“Quelli che abbandonano la legge lodano gli empi; ma quelli che osservano la legge fanno loro guerra”. Proverbi 28:4.
Ci sarà sempre una contesa tra coloro che osservano la legge di Dio e coloro che non lo fanno, perché servono due padroni diversi. In Malachia 3:18 infatti leggiamo:
“Voi vedrete di nuovo la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve”.
Essa non è mai stata annullata né sostituita da Gesù.
Alcune persone pensano che Gesù ha sostituito i comandamenti con due quando citò Deuteronomio 6:5 e Levitico 19:18 dicendo:
Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti. Matteo 22:37-39
In realtà quello che Gesù stava dicendo era che per amare Dio con tutto il cuore bisogna osservare i primi 4 comandamenti che indicano il rapporto tra l’uomo e Dio, e per amare il prossimo con tutto se stessi bisogna osservare gli altri 6 che indicano il rapporto tra l’uomo e il suo prossimo. Il fatto che Gesù li abbia riassunto non significa che ne ha considerato solo 2 e gli altri li ha annullati, altrimenti lo stesso Gesù non avrebbe detto:
“Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto”. Matteo 5:17,18.
Per molti anni, un grande gruppo di credenti ha affermato che la legge di Dio vige ancora oggi per il cristiano. W.A. Tozer, per esempio, nel suo libro: Gesù l’Autore della nostra Fede, p. 127 scrisse:
“Nel dire che i 10 comandamenti non sono più in vigore, mi riferisco ad attitudini comuni che si trovano tra gli increduli. Nelle nostre chiese cristiane oggi rispondiamo generalmente: bene, non viviamo sotto la legge; viviamo sotto la grazia di Dio! Tutto ciò che viene comandato moralmente nei 10 comandamenti continua ad essere compreso nei principi morali che sono la volontà di Dio per il suo popolo. Come cristiani credenti, rigenerati, dobbiamo riconoscere che la volontà morale di Dio per il suo popolo, allora come adesso, non è cambiata”.
Allo stesso modo Martin Lloyd Jones, in relazione alla legge dei 10 comandamenti, nel suo libro Romani, pagine, 44-45, scrisse:
“La legge non è stata abolita; Dio non ha abrogato la sua legge. La legge di Dio è tutt’ora lì; e continua ad essere lo strumento per il giudizio. Non esiste possibilità di stare alla presenza di Dio senza una giustizia che risponda alle richieste della legge e la soddisfi, in conformità con essa. La nostra visione della salvezza non deve mai disdegnare la legge; ma la deve istituire”.
In Esodo 20:1-17 e Deuteronomio 5:1-21, ogni comandamento della legge di Dio, sottolinea un aspetto del modello di vita che Dio ha stabilito per il suo popolo.
- Non avrai altri dèi davanti a me. – FEDELTA’
- Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l'Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. – AMORE
- Non userai il nome dell'Eterno, il tuo DIO, invano, perché l'Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano. – TESTIMONIANZA
- Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è sabato, sacro all'Eterno, il tuo DIO; non farai in esso alcun lavoro, né tu, né tuo figlio … poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro - ADORAZIONE
- Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l'Eterno, il tuo DIO, ti dà. – RISPETTO
- Non uccidere. – VITA
- Non commette adulterio. – ORDINE E VIRTU’
- Non rubare. – INTEGRITA’ ED ONESTA’
- Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. – VERITA’
- Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo. – SAPERSI ACCONTENTARE
Nel trattare il tema della trasgressione, l’apostolo Giacomo si riferisce alla legge di Dio dei 10 comandamenti, come vigente per il cristiano. Egli scrive:
“Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti. Difatti, colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha anche detto: «Non uccidere». Per cui se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge”. Giacomo 2:10,11
Il Signore aveva anche dichiarato in La legge di Dio è un riflesso del suo carattere. Ogni attributo di Dio viene applicato alla sua legge. La seguente tabella mostra alla luce della Parola, le caratteristiche di Dio che sono comuni alla Sua legge.
Dio è: |
Testo |
La Sua Legge è: |
Testo |
Buono |
Luca 18:19 |
Buona |
1 Timoteo 1:8 |
Santo |
Isaia 5:16 |
Santa |
Romani 7:12 |
Perfetto |
Matteo 5:48 |
Perfetta |
Salmo 19:7 |
Puro |
1 Giovanni 3:2,3 |
Pura |
Salmo 19:8 |
Giusto |
Deuteronomio 32:4 |
Giusta |
Romani 7:12 |
Verità |
Giovanni 3:33 |
Verità |
Salmo 119:142 |
Spirituale |
1 Corinzi 10:4 |
Spirituale |
Romani 7:14 |
Giustizia |
Geremia 23:6 |
Giustizia |
Salmo 119:172 |
Fedele |
1 Corinzi 1:9 |
Fedele |
Salmo 111:7 |
Immutabile |
Giacomo 1:17 |
Immutabile |
Matteo 5:8 |
Eterno |
Genesi 21:33 |
Eterna |
Salmo 111:7,8 |
Amore |
1 Giovanni 4:8 |
Amore |
Romani 13:10 |
Il popolo di Dio spesso non comprende i principi della legge di Dio e di come essa è la risorsa più straordinaria di Dio per proteggerli dal peccato. È per questo che il profeta Osea presenta due dichiarazioni tristi che Dio fa al suo popolo in relazione alla sua Legge:
“Ho scritto per lui le grandi cose della mia legge, ma sono state considerate una cosa strana”. Osea 8:12
“Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch'io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo DIO, anch'io dimenticherò i tuoi figli”. Osea 4:6
E in Proverbi 28:9 leggiamo:
“Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio”.
La Bibbia presenta la legge come una legge di libertà in Giacomo 1:25 e 2:12.
“Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla”.
“Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà”.
La ragione fondamentale è che la legge di Dio ha come secondo obiettivo, oltre che sottolineare il peccato, quello di portarmi a Cristo per ricevere il suo perdono e la sua giustificazione, mediante la liberazione dal peccato e dalla morte.
Nelle prossime lettere vedremo uno per uno questi comandamenti. Non te le perdere, scopriremo insieme come possiamo liberarci da ciò che consapevolmente e inconsapevolmente ci rende schiavo e come poter trovare la nostra felicità nel metterli in pratica.
Dio benedica te che leggi e coloro con i quali vorrai condividere questo prezioso messaggio.